La Russa: "Io per scherzo perseguitato dalle chiamate"

«Se non sei spiato non conti nulla». Ironizza Ignazio La Russa e sdrammatizza in un freddo inverno romano, dopo aver scoperto che il suo nome compare nella lista delle personalità oggetto di cyberspionaggio da parte dei fratelli Occhionero.

«Da un punto di vista personale non sono particolarmente turbato, visto che se fai politica devi essere abituato ad essere trasparente - spiega il deputato -. Questo non può tuttavia riguardare la vita privata, perché non sarebbe accettabile ad esempio veder spiata la vita dei propri familiari. Diverso è il caso dello spionaggio a danno delle Istituzioni. Qui entra in gioco la sicurezza dello Stato e indubbiamente preoccupa sapere che possano essere sotto attacco spionistico ministeri e più in generale apparati dello Stato».

Eppure proprio a cavallo dei giorni di Natale, qualcuno si è divertito a infastidire personalmente La Russa. Non si sa come, non si sa perché, il suo numero è comparso con quello di altri soggetti noti su Facebook e in alcune chat di whatsapp.

«Il 24 ho iniziato a ricevere telefonate da numeri che non apparivano o che non conoscevo - racconta La Russa - qualcuno dall'altra parte della cornetta stava muto, qualcuno mi insultava e moltissimi volevano farmi gli auguri. Ma il cellulare non smetteva di squillare. Non capivo. Poi ho ricevuto una chiamata da un conoscente e ho scoperto che su whatsapp e Facebook girava questo messaggio: vi faccio fare un Natale più divertente e a seguire il numero di dieci persone tra i quali io, Renzi, Malgioglio Conte».

Questa informazione deve esser diventata virale. Da quale momento il politico non ha avuto pace.

«Il 25 ho dovuto spegnere il telefono, perché non ne potevo più - racconta La Russa -. Ma l'incubo è andato avanti fino a Capodanno. Poi le chiamate si sono fatte meno frequenti e ieri ne ho ricevute solo due, da parte di utenti dal numero coperto. Ero incerto se presentare un esposto, anche perché il 70 per cento delle chiamate ricevute erano di auguri da parte di persone che chiamavano in amicizia. Mi sono convinto solo ora, dopo aver saputo della centrale di cyberspionaggio smantellata da polizia ed Fbi».