La Russa ricorda Ramelli: "Figura ancora attuale"

Domani la commemorazione a Milano. "Anche nel 2019 chi ha idee diverse è vittima di odio"

Milano - «Ramelli oltre la destra». A 44 anni esatti dalla terribile aggressione di cui fu vittima, Sergio Ramelli è una figura ancora attuale. Militante del Fronte della gioventù, all'epoca diciottenne, studente di una scuola superiore di Milano, fu preso di mira dai militanti della sinistra estrema e infine pestato brutalmente a colpi da di chiave inglese da un gruppo legato ad Avanguardia operaia. Era il 13 marzo 1975 e Sergio sarebbe morto il 29 aprile, dopo oltre un mese di agonia.

Ramelli viene sempre commemorato il 29 aprile dai militanti di destra ma quest'anno un comitato di ex militanti della Fronte della gioventù, oggi approdati a storie politiche diverse, intende ricordarlo in modo diverso, seguendo la lettura che anche Indro Montanelli aveva dato della vicenda: quella di un giovane di destra sì, ma simbolo di tutti coloro che si opponevano a una sinistra comunista che in quegli anni, soprattutto fra i giovani, era imperante. Domani al cinema Odeon alle 20,30 sono previsti interventi, testimonianze e la proiezione di un video inedito, che racconta la storia di Sergio. Fra gli invitati anche il giudice Guido Salvini, che si occupò delle indagini. Fra i promotori dell'iniziativa anche Ignazio La Russa, oggi vicepresidente del Senato, già allora esponente della destra milanese e poi avvocato che seguì il processo dalla parte della madre di Sergio, Anita. «Quella di Sergio è una figura attuale spiega Anche oggi chi ha idee diverse, per esempio da quelle del politicamente corretto, viene perseguitato, a volte perseguito o sottoposto ad odio, anche sui social». AlGia

Commenti

Kamen

Gio, 14/03/2019 - 09:32

Ramelli : presente!

Franz Canadese

Gio, 14/03/2019 - 11:13

Giusto ricordo, prima che l'entropia del qualunquismo di sinistra asfalti la storia.

Ritratto di Dreamer_66

Dreamer_66

Gio, 14/03/2019 - 13:56

Ma quante altisonanti fesserie! Era solo un ragazzo di 17 anni tragigamente morto nell'ambito di una delirante faida tra giovani di opposta fazione politica. Ne ho conosciuti parecchi di ex-giovani che negli anni 70 sembrava volessero spaccare il mondo e oggi sono stimati professionisti piuttosto che teneri nonni che portano al parco i nipotini, del tutto estranei all'attivismo politico se non addirittura disillusi e con la tessera elettorale immacolata chiusa nel cassetto. Che poi a farci la morale sia lo stesso La Russa che presenziò ai funerali di Nico Azzi, ovverò colui che fornì la bomba a mano che uccise l'agente Marino e che si fece poi esplodere fra le palle l'innesco di un'altra bomba nel tentativo di compiere una strage sul diretto Roma-Genova...