Salone del Mobile, attesi in 300mila

Espongono165 Paesi. Dall'ufficio alla luce, il «Satellite» compie 20 anni

Marta Bravi

È la prima volta in cinquantasei anni. Ieri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inaugurato il Salone Internazionale del Mobile, la più importante fiera del settore al mondo. «Partecipare all'apertura del Salone assume un significato particolare - sottolinea Mattarella - è conferma di un sentimento di consapevolezza e di fiducia nelle risorse che l'Italia sa proporre». Il presidente ha visitato gli stand di Lombardia, Veneto, Friuli, Marche, Emilia-Romagna, Puglia «distretti produttivi specializzati, che vanno sorretti nei loro sforzi di innovazione e di razionalizzazione» accompagnato dai «padroni di casa» il presidente del Salone del Mobile Claudio Luti, il presidente di Federlegno Emanuele Orsini, il sindaco di Milano Beppe Sala e il prefetto di Milano Luciana Lamorgese. «Milano è il centro propulsore di uno slancio italiano verso l'Europa e il mondo, uno slancio di crescita che deve coinvolgere tutte le eccellenze, evitando divisioni e direi, alla milanese, evitando ritardi» l'appello del sindaco.

La Fiera è un faro nel settore dell'arredo non solo a livello di immagine internazionale, ma anche come traino per l'economia del Paese: «Rappresenta, in una fase di incertezza come l'attuale, un volano inestimabile, accompagnato da numeri significativi sul terreno dell'occupazione. Il fatturato del settore è in crescita - ricorda Mattarella - e per quasi il 40% è dovuto alla esportazione. L'Italia, da sola, contribuisce con il 30% al volume delle esportazioni di mobili dell'area dell'euro». Accanto al Salone del Mobile, fino al 9 aprile anche Salone del complemento d'arredo, Euroluce, Workplace 3.0 e Satellite, sono attesi 300mila visitatori da 165 Paesi.Particolare attenzione al tema del lavoro e dei giovani da Federlegno che conta 2800 aziende di filiera, 321mila dipendenti e un fatturato di 4 miliardi di euro. «Sono 10mila i posti che abbiamo salvaguardato - ricorda il presidente Emanuele Orsini -, ma in Italia si contano anche 2,4 milioni di «neet», giovani che non lavorano e non studiano, nonostante il settore del legno abbia bisogno di nuove leve. Entro il 2020 ci attendiamo 31mila ingressi, il 70 per cento delle nostre aziende infatti è intenzionata ad assumere». Orsini ha ricordato la scuola a Lentate sul Seveso che sta formando 135 ragazzi e che presto avrà una nuova sede più grande, «un modello che pensiamo di replicare in altre regioni». Uno spazio di rilievo al Salone hanno «gli oltre 500 giovani del Satellite che sono il futuro e la speranza del rapporto tra design e industria - ha ricordato il presidente Luti -. Ogni anno accogliamo giovani provenienti da oltre 100 Paesi che scelgono Milano per dare avvio alla propria possibile carriera di creativi».