Salta la prima testa: già trasferita la giudice

Roma Non solo l'inchiesta giudiziaria per Anna Scognamiglio, indagata a Roma per concussione con il governatore della Campania Vincenzo De Luca. Il pg della Cassazione avvia «accertamenti preliminari» per un'azione disciplinare. Il Csm apre la pratica richiesta dal laico Fi Pierantonio Zanettin, per accertare l'incompatibilità ambientale o funzionale che porterebbe al trasferimento d'ufficio e il vicepresidente Legnini assicura: «Saremo velocissimi». Anche i probiviri dell'Anm chiedono gli atti per avviare un loro procedimento disciplinare. E, per cominciare, prende provvedimenti il presidente del tribunale di Napoli Ettore Ferrara, trasferendo la Scognamiglio in una sezione diversa. A palazzo de' Marescialli ieri la Prima commissione ha esaminato le carte inviate dai pm, ma le ha giudicate insufficienti e ha deciso di chiedere un'integrazione alle Procure di Roma e Napoli. Il relatore Piergiorgio Morosini, togato di Area, ha sottolineato che, ad esempio, mancano le intercettazioni pubblicate dalla stampa, che sembrano incastrare il giudice. Ma dai documenti, a quanto sembra, tra la Scognamiglio e il marito Guglielmo Manna emergono rapporti così stretti da organizzare una vacanza insieme, anche se lei insiste ora sulla separazione in casa che sarebbe diventata effettiva dopo la perquisizione subita. Le conversazioni confermerebbero poi uno squallido quadro di trattative sotterranee sulle nomine nel mondo della sanità. Proprio per una di queste Manna avrebbe «venduto» le sentenze su De Luca redatte dalla moglie il 17 luglio e l'11 settembre. Ieri l'avvocato era in ferie all'ospedale pediatrico Santobono di Napoli. Ma lì stanno valutando per lui i necessari provvedimenti disciplinari, visto che sarebbe proprio lui il delegato per i rapporti con la magistratura.Sempre a Napoli, si registra una brutta storia a latere dell'inchiesta. Il giornalista Antonino Monteleone, inviato della trasmissione di La7 Piazzapulita, ieri mattina è stato fermato in tribunale con il suo operatore e trattenuto per ben 5 ore, quando ha cercato di fare qualche domanda alla Scognamiglio, che si stava facendo dare delle carte da un procuratore aggiunto. Identificato al commissariato e trattato senza troppi riguardi, dopo 3 ore di fermo è stato anche perquisito e gli è stato sequestrato il cellulare. La procedura sarebbe scattata per riprese non autorizzate e gli è stata contestata la violazione dell'articolo sul trattamento illecito di dati personali del codice sulla privacy. Fatto singolare, visto che da giorni il magistrato è sotto l'attenzione dei mass media e l'interesse pubblico alla vicenda è evidente. Le immagini, però, Monteleone le aveva già mandate e in serata ha raccontato in tv la sua storia.