Samuele si risveglia dal coma: "Tantissimi auguri, mamma"

Il 17enne era stato investito da un pirata. Si è ripreso proprio nel giorno del compleanno della madre

Milano «Cosa ho provato in quel momento forse non riuscirò mai a descriverlo veramente. Ero senza parole e i battiti del cuore avevano rallentato quando mi sono avvicinata di scatto al suo letto e ho chiesto: Samy, cosa hai detto? Ripetilo!. E lui, con una voce flebile, che arrivava da lontanissimo: Auguri mamma. Mio figlio di 17 anni era in stato vegetativo da oltre un mese, vittima di un incidente stradale e di un pirata che non lo aveva soccorso dopo un investimento. In quel momento, davanti a me, si stava risvegliando dal coma: il giorno del mio compleanno, il 19 dicembre! E le sue prime parole sono state gli auguri per sua madre! Un miracolo? Ne ha tutte le caratteristiche».

Dopo essersi battuta come una tigre contro la disperazione di cui sarebbe stata facile preda per affidarsi invece, giorno dopo giorno, a una speranza a corrente alterna Enza Piras, 51 anni, da un mese circa, cioè dal giorno del suo compleanno, ha ripreso a vivere insieme a suo figlio Samuele. Il 17 novembre il ragazzo poco prima delle 4 di notte stava tornado a casa a Desio in sella alla sua moto, una 125, dopo una serata trascorsa con i compagni di classe (frequenta un liceo linguistico dove la madre insegna spagnolo, ndr) quando venne investito da un 32enne alla guida di una Fiat coupé, sbalzato con violenza sul tetto dell'auto e poi buttato fuori strada. L'auto aveva invaso la sua carreggiata: si scoprirà più tardi che il giovane uomo al volante aveva una percentuale di tasso alcolemico nel sangue cinque volte superiore a quella consentita. L'investitore era quindi fuggito, lasciando sull'asfalto oltre al povero Samuele, pezzi di carrozzeria e frammenti di vernice.

«I medici hanno detto che se il mio ragazzo fosse stato soccorso solo dieci minuti più tardi non ci sarebbe stato più nulla da fare - spiega mamma Enza -. I miei angeli infatti sono i vigili del fuoco di Desio. Erano di ritorno da un intervento a Nova Milanese, sono stati loro infatti a notare Samuele e a chiamare l'ambulanza». Portato d'urgenza al San Gerardo di Monza con il femore fratturato, lesioni al torace ma soprattutto un trauma cranico gravissimo, Samuele viene sottoposto d'urgenza a un intervento che dura ben 15 ore.

«Al termine dell'operazione in ospedale mi dissero che l'ematoma era stato quasi completamente evacuato, ma che l'emisfero sinistro del cervello avrebbe potuto risentirne. Era la fase acuta post intervento, i medici non si rivolsero mai a me con frasi di disperazione ma capivo che avevano molti dubbi sulla ripresa di mio figlio - prosegue la signora Piras -. Sempre in coma Samuele venne trasferito nel lecchese, a Bosisio Parini, nel centro di riabilitazione La Nostra Famiglia. Capii che dovevo combattere e poiché l'investitore nel frattempo era stato individuato e denunciato, dovetti controllarmi molto per non andare da lui e dare in escandescenze se non peggio. Cercai di rammentare più volte quel che dice sempre Samuele, cioè che la violenza non si combatte con la violenza».

Così ogni giorno Enza va in ospedale, elegante e curatissima. «Samuele ci tiene tanto - racconta -. Gli stavo accanto, gli parlavo, arrivavano anche mio marito e l'altro mio figlio, che ha 11 anni. Poi quel 19 dicembre portai in ospedale i pasticcini per il mio compleanno...».

Con Samuele quel giorno c'è Christian, un infermiere. «Gli offrii i dolci, invitandolo a festeggiare la ricorrenza. Fu allora che mio figlio parlò per la prima volta dal giorno dell'incidente per farmi gli auguri. Fu Christian a farmelo notare, io ero troppo turbata, chiesi a mio figlio di ripeterlo ancora e ancora...».

«Per i medici Samuele potrebbe recuperare al cento per cento in un paio di mesi - conclude mamma Enza -. Lui? Mi ha confidato che da qualche tempo sentiva quel che dicevo. Quando ho riconosciuto la tua voce mamma ho capito che stavo riemergendo verso la luce ha detto».