La sanatoria di Obama sull'immigrazione non passa

New YorkBarack Obama ha subìto un duro colpo al suo piano di riforme, ed in particolare su un tema che gli sta molto a cuore, quello dell'immigrazione. Una Corte d'Appello federale si è pronunciata contro il decreto con cui il presidente americano ha cercato di dare protezione a circa cinque milioni di immigrati, concedendo loro il diritto alla residenza. La decisione è arrivata dal tribunale del Quinto Circuito di New Orleans, che con due voti a favore e uno contrario ha confermato la sentenza di una corte di grado inferiore, bloccando l'azione esecutiva di Obama. I repubblicani avevano da subito criticato il programma, e 26 governatori del Grand Old Party di altrettanti Stati hanno deciso di sfidare l'autorità del presidente, che puntava a garantire un'amnistia di fatto a persone che avevano violato la legge entrando illegalmente negli Usa. La decisione rappresenta l'ultimo schiaffo ai tentativi di Obama di aggirare la mancata azione del Congresso sull'immigrazione usando i poteri a sua disposizione, ma dopo la battuta d'arresto il presidente è già passato al contrattacco. Il Dipartimento di Giustizia ha infatti annunciato che ricorrerà alla Corte Suprema, chiedendo un giudizio sulla costituzionalità del decreto con cui la Casa Bianca intende regolarizzare i cinque milioni di immigrati. Una sentenza del massimo organo giudiziario americano potrebbe arrivare entro la prossima estate, rappresentando probabilmente l'ultima occasione di Obama per dare il via alla realizzazione del piano prima di lasciare il numero 1600 di Pennsylvania Avenue all'inizio del 2017. «Il Dipartimento di Giustizia continua ad impegnarsi per l'adozione di misure in grado di risolvere il contenzioso sull'immigrazione il più rapidamente possibile», ha assicurato il portavoce Patrick Rodenbush. Tra coloro che hanno esultato per la sentenza c'è invece il governatore del Texas, Gregg Abbott: «Obama dovrebbe abbandonare il suo programma di amnistia fuori legge e iniziare a far rispettare le regole», ha commentato. Mentre il procuratore generale dello stato, Ken Paxton, ha aggiunto: «Oggi il Quinto Circuito ha affermato che la separazione dei poteri rimane legge, e il presidente deve seguire questa regola di diritto come gli altri». Nel frattempo, Obama è diventato il primo Commander in Chief fotografato su una rivista Lgbt (nella foto): a dedicargli una storica copertina è stato il magazine «Out», con primo piano e con il titolo «Il nostro presidente. Alleato. Eroe». «Out» ha ricordato che da quando è alla Casa Bianca, Obama ha aiutato a garantire l'uguaglianza tra i matrimoni. La rivista ha poi sottolineato che sono state molte le cose che hanno portato alla decisione della Corte Suprema, «ma una volta che l'amministrazione Obama ha deciso di unirsi alla lotta, ha creato quello che alla gente piace definire un momento «di trasformazione», spostando l'ago della bilancia dalla parte giusta».