Sanità, Cantone «congela» Oliverio: caos Calabria

CatanzaroUn presidente a metà, una regione nel caos. Per tre mesi il governatore della Calabria non potrà esercitare i poteri di nomina ricollegati alla sua funzione. Lo ha deciso l'Autorità nazionale per l'anticorruzione, attivando una procedura sanzionatoria a carico di Mario Oliverio, barone rosso del Pd eletto lo scorso novembre ma già azzoppato, in meno di un anno, da clamorosi inciampi: prima e per sei mesi la scelta di governare con una giunta di 3 soli assessori, in attesa delle modifiche allo Statuto. Poi il ciclone giudiziario che per una storia di rimborsi facili ha spazzato via il terzetto assessorile. Adesso lo stop che vale un posto nella storia. Ad Oliverio l' authority contesta l'indicazione alla guida dell'Asl di Reggio Calabria del ginecologo Santo Gioffrè, due anni fa candidato sindaco (naturalmente marca Pd) al Comune di Seminara. La designazione commissariale era stata da subito avversata dai parlamentari del M5S sulla base d'un decreto legislativo del 2013 che vieta, a chi si sia candidato a sindaco, di dirigere enti aziendali sanitari se non dopo 5 anni dalla candidatura. «Una norma che vale solo per i direttori generali, non per i commissari», s'era difeso Oliverio, col conforto di un parere conforme del ministero della Funzione pubblica. Di diverso avviso, però, Raffaele Cantone. Che agli inizi di settembre ha annullato l'affidamento del discusso incarico e messo in moto la procedura sanzionatoria. «L'Anac non contesta fatti di corruzione, ma solo l'inconferibilità di un incarico», ha precisato ieri il governatore, pronto a ricorrere al Tar. Ma sul piano politico la scossa lascia macerie. Forza Italia con la coordinatrice regionale Jole Santelli invoca il ritorno alle urne, «per liberare la Calabria da chi la tiene in ostaggio». «Polemiche strumentali», ribattono i colonnelli del Pd, scaricando sul ministro Madia la responsabilità del pasticcio calabrese. Ma a destare più di una preoccupazione tra i democratici sono i commenti che arrivano dal Ncd, solitamente prudente (e paziente) nel rapporto con renziani e affini. «Sin qui siamo stati estremamente responsabili, senza nulla a pretendere. Ma così com'è la Regione non può andare avanti», tuona il senatore Tonino Gentile.

Roma è avvisata: il terremoto calabrese fa oscillare anche i sismografi di Palazzo Madama. Pericolosamente.