Sanità, riforma al contrario Meno assistenza per tutti

Peggiora la qualità e diminuisce la copertura da parte dei medici di famiglia: stop al servizio h24

Francesca Angeli

Roma Meno assistenza per tutti. L'ultimo Atto di indirizzo per la medicina convenzionata siglato tra governo e regioni finisce sul banco degli imputati perché per la maggioranza degli operatori del settore e i sindacati peggiora la qualità e diminuisce pure la quantità dell'assistenza fornita dal servizio sanitario nazionale.

In effetti almeno un punto è chiaro: si passa dalla promessa di una copertura assistenziale da parte dei medici di famiglia h 24 (peraltro mai mantenuta in realtà a parte qualche isola felice) alla promessa di copertura h 16 dal lunedì al venerdì ed h 12 il sabato e domenica. Forse si può apprezzare il maggiore realismo di questo provvedimento rispetto a quanto si era promesso di realizzare fin dal 2009 con scarsi risultati ma allora non si capisce perché questo Atto di indirizzo sia stato presentato come un potenziamento di servizi che di fatto vengono ridotti, presentando come nuova l'idea di poliambulatori aperti da medici presenti a rotazione. In prima fila contro l'Atto di indirizzo Massimo Cozza, segretario generale Cgil Medici, che dal quotidianosanità.it attacca governo e regioni soprattutto per la decisione di affidare l'assistenza notturna esclusivamente al 118. Una scelta che, spiega, penalizzerà in particolare le zone rurali o quelle di montagna dove il punto di riferimento è sempre stato la guardia medica che non farà più servizio notturno. Non solo. Questa decisione avrà un'inevitabile ricaduta sull'affollamento dei pronto soccorso perché il 118 non sarà in grado di risolvere l'emergenza come invece in molti casi poteva fare un medico di guardia medica a domicilio.

Per Pina Onotri, Sindacato medici italiani, Smi, l'Atto di indirizzo provocherà un buco nel settore e manderà a casa migliaia di medici a tempo determinato che operano nei servizi di continuità assistenziale. Smi teme andranno persi circa 7.000 posti di lavoro con un inevitabile impatto anche sull'allungamento delle liste d'attesa oltre che sul carico di lavoro per il 118.

Sul piede di guerra anche il Sindacato Autonomo medici, Snami. Il giudizio del suo vicesegretario nazionale, Salvatore Cauchi, è lapidario: «l'Atto di indirizzo fa schifo». Per Snami non spetta ai medici prenotare esami e visite come prevede il provvedimento.