La Santanchè si schiera con i poliziotti per difendere Tortosa

Sembra una puntata di Romanzo criminale . Solo che qui sono i poliziotti ad essere trattati come banditi. In un'Italia alla rovescia, con una giustizia e un ministro dell'Interno alla deriva può succedere anche questo. E così accade che Fabio Tortosa, uno degli 80 poliziotti che irruppero nella scuola Diaz al G8 di Genova, venga sospeso per un post su Facebook . Una punizione assurda alla quale la Confederazione sindacale autonoma di Polizia (Consap) ha deciso di opporsi duramente il 6 maggio prossimo con una manifestazione a Pomezia (ore 9, hotel Antonella) nel corso della 4° Conferenza organizzativa e di programma. Una iniziativa alla quale parteciperà in prima fila la deputata di Forza Italia Daniela Santanchè orgogliosa più che mai di stare dalla parte dei poliziotti. «L'ho detto da subito: “Sto con Tortosa”. Lui c'era, non ha commesso reati perché non è stato condannato e quindi per me è un servitore dello Stato. Ha fatto bene a dire che sarebbe entrato nella Diaz mille e mille volte perché quella notte fece solo il suo dovere». Santanchè ha incontrato il segretario generale Consap, Giorgio Innocenzi, il presidente nazionale, Mauro Pantano, e i dirigenti provinciali Gianluca Salvatori, Maurizio Ricozzi nonché lo stesso Tortosa. «Indosseremo una t-shirt con scritto “Io sono Fabio Tortosa”. Vedremo se sospenderanno tutti. Quello a Tortosa è un provvedimento ingiusto che impugneranno davanti al Tar. Far perdere metà dello stipendio a un poliziotto con famiglia e due figli è assolutamente sbagliato e Alfano dovrà assumersi la responsabilità di questo atto». Evidentemente per Alfano è più facile sospendere i poliziotti che fanno il loro dovere piuttosto che risolvere l'emergenza sbarchi.