Sapore di mare in passerella L'eleganza di Ralph Lauren

La sua collezione in vendita già da oggi. Intanto Beckham festeggia i suoi primi 10 anni di moda

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New York «Le brave ragazze vanno in paradiso, quelle cattive van dappertutto». La settimana della moda in corso a New York sta mettendo in discussione questa saggia teoria con gli show di Ralph Lauren e Victoria Beckham da una parte e quelli di Alexander Wang e Philipp Plein dall'altra. Tra le «brave ragazze» svettano per sofisticata eleganza le ricche ed educatissime signore che Ralph Lauren invita nella sua fantasmagorica villa a forma di nave sul promontorio di Round Hill, a Montego Bay, in Giamaica. «Un posto magico dove potersi sentire fuori dal tempo e immersi nella natura» spiega lo stilista da 6.6 miliardi di dollari l'anno poco prima di far sfilare le collezioni uomo e donna per l'estate 2018. In buona sostanza è tutto in vendita da oggi anche se si tratta di capi costruiti in materiali speciali (seta italiana, pvc in fibra, tessuto vela da regata) assemblati con gusto sartoriale e cuciti con un rivoluzionario metodo a ultrasuoni che permette di eliminare punti e fili. Il risultato è una straordinaria leggerezza perfino nel caso dei meravigliosi costumi fuori acqua e dei sensualissimi abiti da sera interamente coperti da micropaillette tagliate al laser con due millimetri di diametro l'una. La nautica come motore di ricerca dell'estetica estiva irrompe anche nei dettagli: la scotta che sostiene un sublime abito da sera monospalla, anelli passavela un po' dovunque, la grafica marinara riprodotta nei fantastici capi sfoderati, reversibili e resistenti all'acqua. La Giamaica è evocata sul set bellissimo ma scomodissimo oltre che nei colori della cultura rasta (giallo, rosso, nero e verde) magistralmente alternati con i grandi classici dell'estate: bianco e blu, da soli oppure a righe. Sui pullover e su alcuni caban da marinaio compaiono grafiche ispirate a Capri, alla Costa Azzurra, alle spiagge di Biarritz. Perché una donna vestita così non è mai fuori posto e può arrivare dove le pare come insegna Melania Trump: la FLOTUS più bella ed elegante dopo l'indimenticabile Jackie Kennedy. Victoria Beckham festeggia i suoi primi 10 anni di moda con una fantastica sfilata per soli 80 invitati nella James Burden mansion sulla 91sima strada, sede newyorkese del Sacro Cuore, la scuola per sole ragazze di buona famiglia. A sorpresa si scopre che qui ha studiato anche Lady Gaga, ma in ogni caso l'immagine di passerella è proprio così: una tipa tosta e determinata che usa la buona educazione e uno stile sconfinato per arrivare dove vuole. Sigillata in un doppio pastrano militare, con gonne dritte, in sbieco ma plissettate sui fianchi e quasi sempre con scarpe basse dalla punta a biscotto o piccolo tacco da kitten shoes, la brava ragazza di Lady Beckham può arrivare fin quasi al trono. L'ex Posh Spice sarà infatti la consulente di stile per Meghan Markle, futura sposa del principe Harry. Alla voce «Cattiva Ragazza» corrisponde in pieno almeno dal punto di vista fisico Irina Shaik che sbarca da un disco volante sulla luna per sfilare al braccio di un gigantesco robot sulla passerella di Philipp Plein mentre la voce inconfondibile di Franck Sinatra intona Fly me to the moon. Subito dopo c'è un concerto rap dal vivo e quindi un corteo di 60 tra modelli e splendide top con abiti e attrezzi da sci, stivali glitterati, pelliccia nera, pelle argentata, coccodrillo e serpente: il solito armamentario del lusso aggressivo e sfrenato che ha fatto la fortuna del giovane designer tedesco. Stavolta c'è troppo di tutto, compreso un ritardo oceanico e una scomodità logistica imperdonabili. Eppure ieri all'apertura del pop up store in Mercer Street c'era una coda interminabile per cui forse ha ragione lui. Non ha torto neanche Alexander Wang che lascia le passerelle di New York per Parigi. La sua cattivona sempre in black con spuntoni e scritte in acciaio un po' dappertutto è così glamorous e raffinata da ricordare il primo Blade Runner e l'inarrivabile bravura di designer come Alaia, Montana e Mugler. Gente che sapeva tradurre la cattiveria in creatività.