Sbarcati a La Spezia, cittadini in rivolta. Toti (Fi): «Basta clandestini se vinciamo le elezioni»

RomaQuesta volta ad attraccare sul molo Garibaldi del porto di La Spezia non è una nave da crociera stracolma di turisti festanti, ma il mercantile maltese Kreta con il suo carico di migranti provenienti dal Nord Africa salvati mentre erano su un barcone alla deriva nel canale di Sicilia. Con lo sbarco di 424 profughi da ieri la Liguria è coinvolta in prima linea nell'emergenza immigrazione. Come previsto dal piano del Viminale per distribuire equamente i migranti tra le regioni italiane.

Ma lo sbarco non fa che alimentare le polemiche politiche di una già infuocata campagna elettorale per le regionali, con i due avversari candidati alla presidenza della Regione Liguria pronti a cavalcare la questione immigrati, il centrodestra che ha organizzato un presidio nel porto della città ligure per dire no all'accoglienza dei migranti e la Lega di Salvini che sabato ha programmato una mobilitazione davanti alle prefetture contro l'«invasione». Il candidato alle regionali per Forza Italia, Giovanni Toti, si è sfogato su Twitter: «A La Spezia oltre 400 migranti. Ma chi ha deciso? Chi governa questa regione. È l'ora di dire basta. Dal 1° giugno quando avremo vinto, come la Lombardia, Veneto e Valle d'Aosta (che ieri ha risposto picche alle richieste del governo, nda), porte chiuse ai clandestini anche in Liguria». Per Toti il governo Renzi «sta facendo con l'immigrazione come con le tasse: scarica a valle problemi che dovrebbero essere risolti a monte. Lascia a Regioni e Comuni l'accoglienza di realtà difficili che rendono sempre più esasperate le amministrazioni locali e i cittadini». Mentre la sua avversaria, la piddina Raffaella Paita, è convinta che «se ciascuno fa la propria parte queste situazioni si possano gestire senza allarmismi».

Le operazioni di sbarco si sono concluse ieri pomeriggio. A bordo del barcone soccorso dalla nave maltese c'erano 292 uomini, 32 bambini tra cui un neonato e 100 donne, in gran parte originari dell'Etiopia, del Gambia e del Niger. Erano in viaggio da settimane e prima di raggiungere La Spezia sono stati raggiunti al largo di Tavolara, in Sardegna, da un rimorchiatore per essere rifocillati perché il mercantile sul quale erano stati imbarcati non aveva scorte alimentari a sufficienza per tutti. Appena sbarcati gli immigrati erano molto provati. Dopo essere stati identificati sono stati sottoposti alle visite mediche nell'ospedale da campo allestito dalla Asl spezzina e dalla Cri. Alcuni di loro sono stati portati in ospedale per accertamenti. Gli altri saranno smistati tra Liguria e Piemonte secondo il dispositivo approntato dalla prefettura. Solo 37 persone rimarranno nei centri di accoglienza della provincia spezzina, 179 andranno in Piemonte, mentre i restanti sono stati trasportati in autobus in strutture liguri di temporanea accoglienza: 88 a Genova, 50 a Savona e 70 a Imperia. Le disposizioni del ministero dell'Interno prevedono del resto che ciascuna provincia debba concorrere all'emergenza con l'individuazione urgente di 80 nuovi posti da mettere in tempi brevi a disposizione ai fini dell'accoglienza.

E mentre proseguono gli sbarchi anche in regioni solitamente non interessate dal fenomeno, come la Sardegna, dove stamattina approderanno a Cagliari 210 migranti tratti in salvo al largo della Libia, i membri europei del Consiglio di Sicurezza dell'Onu hanno raggiunto un accordo e entro il 18 maggio dovrebbe essere pronta una bozza di risoluzione sull'emergenza immigrazione nel Mediterraneo, sotto l'ombrello del capitolo 7 della Carta delle Nazioni Unite, che può prevedere anche l'uso della forza. La bozza punta ad autorizzare una missione dell'Ue per prevenire il traffico di immigrati e riguarderà anche le coste e le acque territoriali libiche.