Sbarchi senza sosta: in 1.500 a Napoli

La Vos Prudence di Medici senza frontiere in porto dopo tre giorni di navigazione

Lo stop di sette giorni agli sbarchi in Sicilia imposto per uno svolgimento sereno del G7 a Taormina non ha fatto da deterrente per le partenze di massa dalle coste libiche. Sono 12 i natanti, di cui 10 gommoni e 2 barconi in legno, raggiunti da un'unità navale della Ong Medici Senza Frontiere e da motovedette della Guardia costiera che, in sole 10 ore, hanno raccolto in mare 1.449 immigrati. Il maxi sbarco della nave «Vos Prudence» di Msf è avvenuto ieri al molo Carmine di Napoli.

Pur oberata oltre la propria capienza, che è di 600 posti, la nave dell'Ong ha dovuto attendere in mare la destinazione finale, dal momento che i porti siciliani sono interdetti agli sbarchi. La nave è arrivata a Napoli dopo tre giorni di navigazione con un lungo giro dovuto proprio alla chiusura degli scali dell'isola. Ma la necessità di rifornirsi di generi di prima necessità, visto che il sovraffollamento ha spiazzato persino l'organizzazione dei soccorsi, ha fatto sì che si infrangesse la disposizione. Così alle 21 di sabato la «Vos Prudence» è stata autorizzata ad approdare al porto di Palermo per ricevere rifornimenti di beni di prima necessità. E ieri sera a Palermo ha soccorso altri 1042 profughi, nove dei quali, sette donne e due bambini, sono arrivati cadaveri.

A Napoli tra i 1.449 passeggeri c'erano 140 donne, di cui parecchie in stato di gravidanza, 45 bambini, di cui 5 neonati, uno di appena una settimana. E c'erano anche i corpi di due nigeriane, di 19 e 21 anni. Erano già morte all'arrivo dei soccorritori, si ipotizza per asfissia. «Molti presentano fratture in varie parti del corpo, conseguenze del clima di violenza nel Paese da provengono ha detto il responsabile delle operazioni di soccorso in mare di Msf, Michele Trainiti - Un giovane era stato torturato per mesi. Lo abbiamo raccolto da un gommone e trasferito in ospedale a Lampedusa, dove però è morto. Tanti avevano una famiglia e un lavoro ma hanno preferito fuggire da una situazione terribile». Tra gli immigrati ci sono anche alcuni affetti di scabbia. In particolare per tre di loro si è reso necessario il ricorso al Loreto Mare di Napoli. La scabbia continua a essere parecchio diffusa. Soltanto pochi giorni fa a Pozzallo oltre la metà degli immigrati sbarcati ne erano affetti.

La macchina dell'accoglienza si è messa subito in moto per cercare posto ai nuovi arrivati. 500 resteranno in Campania, tra cui i minori non accompagnati. Al porto alcuni giovani hanno esposto uno striscione con su scritto «Welcome» per dare il benvenuto, anche se non tutti i napoletani sono dello stesso avviso, mentre gli altri migranti saranno dislocati nelle varie strutture di accoglienza sparse per lo Stivale.

In un clima fatto di tensioni per via dell'interesse di diverse procure sull'operato delle Ong, con focus su episodi di sforamenti dei confini delle acque territoriali libiche e tunisine, e attenzione all'utilizzo dei trasponder, che in alcune occasioni sarebbero stati spenti per evitare di venire monitorati, un maxi sbarco come quello di ieri a Napoli, che segue di soli due giorni uno sbarco di 1.004 immigrati a Salerno, a bordo della motonave «Aquarius» di Sos Mediterranée in partnership con Medici senza frontiere, non poteva non fornire l'assist per un appunto polemico. «Nel corso delle operazioni di salvataggio effettuate ininterrottamente dalle 7 del mattino alle 5 del pomeriggio ha detto il responsabile delle operazioni di soccorso in mare di Medici senza frontiere - non si è vista in zona nessun'altra nave. Dobbiamo ringraziare solo la Guardia costiera. Dov'era Frontex? Dov'erano quelli che ci hanno criticato?».

Commenti

Giorgio1952

Lun, 29/05/2017 - 12:46

Io non sono contro l'immigrazione però deve essere controllata, siccome "la nave dell'Ong ha dovuto attendere in mare la destinazione finale, dal momento che i porti siciliani sono interdetti agli sbarchi", perché era in corso di svolgimento il G7 a Taormina, mi domando come mai non si possa estendere il divieto per altri 6 mesi, in questo modo si scoraggiano le partenze dei barconi. Infine ritengo che se hanno potuto accoglier 1.500 profughi su una nave e dopo tre giorni arrivare a Napoli, la soluzione al problema sarebbe riportarli da dove sono partiti sulle coste africane, insediare dei campi gestiti da Onu, Medici senza frontiere, Emergency, Ong, etc.etc. dove prestare aiuti e identificarli, dopodiché portare in Europa gli aventi diritto e rimpatriare gli altri.