Scampato al terremoto precipita sul Gran Sasso: morto insieme all'amico

Nadia Muratore

Teramo Era scampato al terremoto, Francesco Carta di Cermignano, in Abruzzo, ma non è riuscito a scappare al destino mentre, con degli altri amici alpinisti, scalava la parete sul versante teramano del Gran Sasso ed è precipitato nel vuoto, morendo all'istante. A perdere la vita con lui, il suo amico di tante scalate Enrico Faiani di Castelli. Miracolosamente illesi, anche se sconvolti, altri tre compagni di cordata, che hanno assistito, impotenti al volo mortale dei due loro amici. Sono stati loro ad avvertire i soccorsi. Il gruppo ha iniziato la scalata all'alba, attaccando la parete ognuno per suo conto, con picconi, ramponi e corde, senza essere legati l'uno all'altro. La tragedia - accaduta nei pressi del monte Brancastello, nel vallone di San Pietro, a oltre 2mila metri di quota - è avvenuta quando il sole era caldo e già alto in cielo, ma la parete era ancora ghiacciata.

All'improvviso, una delle due vittime ha perso la presa alla roccia ed è scivolata, travolgendo il compagno che era subito sotto di lui. Entrambi sono volati radenti alla roccia: il primo è finito su una terrazza che si trova circa 400 metri più in basso, l'altro più giù ancora, di almeno altri 100 metri. Il bilancio, però, avrebbe potuto essere ancora più tragico, vista la vicinanza dei cinque alpinisti che stavano scalando la parete. Le vittime erano gli ultimi due della fila. La magistratura ha aperto un'inchiesta, ma dai primi accertamenti pare che l'incidente sia accaduto per un errore umano e la casualità dell'improvvisa assenza di aderenza alla parete.

Francesco Carta, che avrebbe compiuto 45 anni tra pochi giorni, si era trasferito a Bisenti per via del terremoto che aveva reso inagibile la sua abitazione, mentre Enrico Faiani, artigiano 60enne, era molto stimato e conosciuto nel suo paese, Castelli, nonché padre dell'assessore Alessandro Faiani. Appassionati di montagna, come i loro tre compagni di cordata in quest'ultima tragica scalata, erano esperti, ma questa volta la fatalità ha avuto la meglio. Le operazioni di recupero sono state effettuate dal soccorso alpino e speleologico di Teramo e del 118 dell'Aquila. Il primo a essere recuperato, è stato Carta, poi Faiani. L'identificazione è stata difficile per via dello stato delle salme e per l'impossibilità di rintracciare i documenti. Si era sparsa la voce del ferimento di un terzo alpinista, ma fortunatamente non è stato così.