Scatta la corsa: giù Grasso. M5S spinge Imposimato

Il toto-Quirinale impazza

Roma - Il toto-Quirinale impazza. Non sarà un pronostico scudetto, ma nomi e paletti non mancano come se fossimo in pieno calciomercato d'agosto. Coraggio un mesetto e se ne verrà a capo. Per ora sembra che ci si impegni a fare nomi illustri per bruciarli in tempo utile. Come successe qualche mese fa con Renzo Piano, Franco Baresi e Roberto Benigni, figuriamoci uno come lui. O con il maestro Riccardo Muti, ipotesi suggestiva quanto irreale.

Detto questo, le ultime dal Colle stanno mettendo in crisi i bookie . Rumors e veti incrociati potrebbero favorire un outsider, anche se Romano Prodi rimane sempre il favorito (gli scommettitori lo quotano a 7). La lista dei pretendenti al Colle va da Stefano Rodotà a Emma Bonino a Walter Veltroni , dopo tempi cupi per lui c'è uno spiraglio, nonostante le ultime vicende di Roma Capitale. Dietro di loro un'alta concentrazione di nomi, quasi tutti riconducibili al partito del segretario Matteo Renzi: Massimo D'Alema , Giuliano Amato , Pier Carlo Padoan , Roberta Pinotti . I primi due indicati dai rumors come graditi più a destra. E poi ci sono le candidature istituzionali classiche Draghi e Boldrini .

Dicevamo gli outsider. A quota 26 (una decina di euro si potrebbero pure spendere suvvia...) c'è una coppia impossibile: Silvio Berlusconi e Anna Finocchiaro . L'ex premier e la terza donna Pd con in più un passato in magistratura. Subito dopo arrivano Pier Ferdinando Casini , Piero Fassino e Dario Franceschini . Infine a 34 ancora una donna: Paola Severino , ex ministro dell'esecutivo Monti e molto più trasversale come candidatura rispetto a Bonino. Pietro Grasso e Graziano Delrio a 41 chiudono la lavagne del possibile per gli allibratori. Qualche spiraglio, ma si tratta pur sempre di pronostici, anche per il giudice anticorruzione Raffaele Cantone .

Non finisce qui. I bene informati parlano, poi, di qualche nome destinato a risalire la china più per i veti incrociati della politica che su quelli fatti fino ad ora. Si tratta di Marta Cartabia , neo vicepresidente della Consulta, di Sabino Cassese e di Sergio Mattarella . A guardare in casa M5S, invece, secondo Claudio Messora, ex comunicatore dei grillini, il nome più gradito alla Rete sarebbe quello del presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione Ferdinando Imposimato . Per chiudere quella che è considerata da tutti commentatori come una delle eminenze grigie più trasversali della politica italiana: Gianni Letta che chiude le quote con l'astronomica proposta a 180.

Nel frattempo dai corridoi del Quirinale sarebbe partito l'invito a mettersi d'accordo per un politico di professione, anche se in passato esperienze come quella di due «dilettanti» come Ciampi e Einaudi hanno lasciato comunque un segno positivo nella storia repubblicana. Il tema sarà presumibilmente centrale nell'incontro tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi in programma l'8 gennaio.

«Come capo dello Stato ci vuole una personalità con esperienza istituzionale e non troppo in là con gli anni», aveva messo in chiaro il leader di Ncd Angelino Alfano. «Non abbiamo nomi. L'Italia ha bisogno di una guida autorevole che sappia rappresentare tutti e sappia portare a termine un compito istituzionale delicato». Manda però un messaggio a Pd e Forza Italia. Al partito di Renzi il ministro dell'Interno dice che «è evidente che il Pd ha una forza numerica in questo Parlamento tale da giustificare legittime aspirazioni, ma non credo che in questo momento servano candidati con lo spillino del partito». Ovvero, «il candidato presidente non lo si decide durante l'assemblea congressuale del Pd». Sicuri?