Scatta l'effetto emulazione: auto sulla folla ad Anversa

Nessun ferito, preso un franco-tunisino. Il sindaco: «Attentato sventato». Parigi: solo un corriere della droga

Né feriti né vittime ieri ad Anversa dove l'unica certezza pare essere la targa francese dell'auto con cui un 39 enne tunisino si è schiantato a tutta velocità sulla principale arteria pedonale della città. Il sindaco della capitale delle Fiandre, Bart De Wever, ha parlato subito di «attentato sventato». Ma restano troppi gli elementi da chiarire intorno a una vicenda che ricorda la prassi degli attacchi ispirati dall'Isis: un mezzo di trasporto con cui travolgere la folla inerme ed armi a bordo per proseguire l'azione. Ma non la certifica. Restando ai fatti, una Citroen rossa alle 10,45 è stata condotta ad alta velocità contro la via dello shopping della città. Tra gli ottanta e i cento chilometri l'ora. «La gente ha dovuto buttarsi di lato per evitare di essere investita», racconta il capo della polizia locale Serge Muyters. A bordo ci sarebbero state lame, coltelli; una pistola a pompa simile a una scacciacani e un bidone contenente presumibilmente liquido infiammabile.

La polizia belga sceglie però la cautela per andare in fondo all'evento, che ha comunque sconvolto il Belgio all'indomani dell'attacco di Londra e un giorno dopo l'anniversario degli attentati di Bruxelles (32 morti). Il premier Charles Michel assicura che il governo «resta mobilitato», mantenendo l'allerta terrorismo al livello 3 su 4: pronti a rispondere a una minaccia «possibile e verosimile». Le forze dell'ordine provano invece a ricostruire la dinamica: Mohamed R., questo il nome dell'uomo inizialmente definito «francese», è stato subito intercettato dai militari, a cui però è sfuggito. Solo un'ora dopo la folle corsa contro i pedoni sul viale De Meir è stato trovato dalla polizia in stato confusionale nella sua Citroen, mezzo addormentato, in un parcheggio. Appurando che fosse un tunisino solo residente in Francia, ha cominciato a farsi largo l'ipotesi che si trattasse di un corriere della droga. E non di un terrorista. Certo è che l'uomo fosse sotto effetto di stupefacenti e ubriaco, tanto che la procura dopo l'arresto spiegava che «non era in grado di essere interrogato». Sarà sentito solo in tarda serata o nella mattinata di oggi.

Restano i dubbi sull'entità del gesto potenzialmente mortale. Le autorità transalpine, non senza polemica, hanno chiarito che fosse residente a Lens, nel nord della Francia. Ubriaco e in possesso di droga si pensa che stesse fuggendo da un controllo stradale. Ma resta in piedi ogni ipotesi. Il Comune di Anversa ha invece reso noto l'arresto immediatamente, nonostante gli inquirenti non fossero d'accordo: secondo indiscrezioni avrebbero sconsigliato al sindaco di tenere una conferenza stampa che parlava di terrorismo così prematuramente. Il Belgio deve affrontare anche le critiche dei Servizi francesi, secondo cui il 39enne non era segnalato tra gli «obiettivi» della Direzione generale per la sicurezza interna (DGSI). E in questi casi non si può parlare tanto presto di un terrorista. Sul tunisino nessuna Fiche S, riguardante soggetti che minacciano la sicurezza dello Stato. Solo precedenti per reati minori, fanno sapere dal Renseignement territorial (RT). Una segnalazione «marginale» come nel caso del terrorista che aveva colpito Londra 24 ore prima. Si considera invece interessante l'elemento anagrafico, utile a ridefinire nuove strategie antiterrorismo se fosse confermata l'ipotesi di un kamikaze fai-da-te ispirato dall'Isis per colpire bersagli multipli in solitaria.