Scene di panico, Vigili del fuoco tempestati di chiamate ma nessun danno Così la grande paura ha fatto tremare Roma

Tiziana Paolocci

Roma Il terremoto devasta il centro Italia e scuote non Roma, ma i romani. Terrorizzati, in centinaia l'altra notte dopo le 3.36 sono fuggiti in strada in pigiama, mentre sui social network correva il tam tam del terrore. Un filo di paura e incertezza ha legato per ore migliaia di persone, che hanno testimoniato di lampadari che oscillavano, mobili che si muovevano, finestre che tremavano. Il ricordo del terremoto dell'Aquila è ancora vivo nella mente degli abitanti della Capitale. E molti hanno avvertito una stretta al cuore quando, ieri come allora, sono stati svegliati dall'eco del sisma che stava cancellando Amatrice, Accumoli e Pescara del Tronto.

«Ho sentito il letto che si spostava all'improvviso - racconta Michela, che abita sulla Cassia - sembrava di stare su una giostra, non si fermava più». «Interminabili secondi in cui ho visto libri e oggetti che cadevano dal comodino - dice Alessia Bartoletti, che vive all'Eur -. Ero terrorizzata, sono corsa da mio figlio, pensando che saremmo morti. L'ho preso in braccio e sono scesa in strada. Lì ho trovato tutti gli altri coinquilini del palazzo». I racconti sono simili, da nord a sud, da est a ovest della città. Alle 8.30 del mattino il numero unico d'emergenza 112 (Nue) aveva già ricevuto già 2500 telefonate da parte di chi chiedeva informazioni su quanto stava accadendo e consigli su come comportarsi qualora la terra avesse tremato ancora.

Il bilancio dei vigili del fuoco dà il sentore della psicosi. Tantissime le chiamate, ma solo venticinque interventi per controlli sulle strutture, soprattutto nei quartieri di Roma Est, proprio sulla direttrice che porta verso i paesi interessati dall'epicentro del sisma. Verifiche di intonaci e strutturali sono stati eseguiti a La Rustica, Eur, Tuscolano, Ostiense e nei comuni di Colleferro, Tivoli, Monte Libretti. A Palombara Sabina, piccolo comune alle porte della capitale, la gente ha lasciato le abitazioni per mettersi al sicuro nel campo sportivo. «A Roma non c'è stato alcun danno, come ci ha confermato la centrale operativa» ha spiegato il direttore della Protezione civile del Campidoglio, Cristina D'Angelo. Le pattuglie della Polizia locale si sono quindi riversate sulla Salaria, per agevolare l'intervento dei mezzi di soccorso e invitare gli altri automobilisti a non intasare quella strada. La corsa alla solidarietà, invece, ha visto centinaia di famiglie recarsi allo stadio «Nando Martellini», a Caracalla e al «Paolo Rosi», i due centri di raccolta messi a disposizione dal Comune, per portare aiuti e materiale utile da far pervenire alle popolazioni devastate dal sisma. Illesi anche i monumenti capitolini: in mattinata la Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l'assessorato alla cultura hanno attivato una squadra che ha accertato l'assenza di danni strutturali all'Anfiteatro Flavio, alle aree archeologiche e a tutti i musei. Il cuore di tutti, invece, è a pezzi.