Lo scherzo svela il retroscena «Papa furibondo con Marino»

L'inganno della «Zanzara». Monsignor Paglia al finto Renzi: «Sindaco imbucato negli Usa, Bergoglio si è imbestialito. Il Giubileo? Un problema»

E allora, se proprio il destino ci strattona, diciamocela tutta. L'Ignazio Marino che «si professa cattolico» sta al Papa come quei cartelli sui cassonetti gialli dell'azienda romana dei rifiuti - «grazie per il vostro aiuto, aiutateci ad aiutare» - stavano alla Carità. Una truffa vivente e una «pubblicità ingannevole», come ha sentenziato ieri l'Antitrust dell'Ama. Altro che sindaco, altro che poverello.

Sindaco-imbucato: ormai neppure in Vaticano si ha ritegno a dire sottovoce quel che appare evidente. E spunta fuori l'arcano di quell'infastidita insistenza di papa Francesco nella sua frase topic - «nessuno l'ha invitato, chiaro?» -, grazie al solito tranello perpetrato dalla Zanzara di Radio24, stavolta ai danni di monsignor Paglia. L'arcivescovo era stato direttamente tirato in ballo da Marino quando ha voluto far credere d'esser stato invitato a Philadelphia (sia pure dal sindaco locale, poco importa, ma a spese di chi?), con il gradimento della Santa Sede, che l'avrebbe pure coinvolto nell'organizzazione. Non c'era nulla di vero, e Marino precipita nel peccato più grave, la menzogna, nei confronti della persona sbagliata. Dimostrandosi quel che è, l'inadeguato poverocristo cui non rimaneva che sperare nell'insignificanza propria e nella noncuranza del Pontefice per far passare una fuga per moto di fede cattolica.

Telefona così un falso Matteo Renzi, e monsignor Paglia dopo un po' di convenevoli subito si lascia andare. Parla del sindaco: «Lui ci ha brigato. Ha cercato di sfruttare questa situazione, e questo fa imbestialire il Numero Uno. Certo che si è imbucato. Il sindaco è una brava persona. Però nessuno lo ha invitato. Io con lui parlai una volta, mesi fa... Su questa storia il Papa era furibondo». L'imitatore chiede quindi se la questione possa creare problemi in vista del Giubileo. «Il problema è proprio quello», conferma l'arcivescovo. «Io ti posso assicurare una cosa: lui quando era lì ha insistito per vederlo e rivederlo. E questo ha fatto scocciare tremendamente il Papa. Probabilmente Marino aveva qualcosa da farsi perdonare... Poi sta cercando in ogni modo un appoggio... Ma questo, sai, con il Nostro non funziona. Questo, indubbiamente, mette un bel freno sul rapporto, capito? ». Il Renzi fasullo si offre di intervenire e Paglia non lo dissuade. Però, spiega, «Lui non lo dirà mai. Però certo ha fatto una figura proprio da bischero. Poi con la fascia da sindaco, unico là in prima fila».

È il ritratto di un millantatore, un seccatore, una persona che cerca sgraziatamente d'esser sorretto di fronte a responsabilità che l'opprimono e terrorizzano. Così la via crucis del sindaco non si sa ormai se faccia più rabbia o pena; ogni volta che compare in pubblico si creano problemi d'ordine pubblico, vuoi per i contestatori vuoi per i cronisti che lo inseguono mentre fugge (ieri un cameraman è caduto a terra, un altro se l'è cavata con una distorsione alla caviglia). Ora sarà il caso che il premier Renzi, quello vero, lasci stare per una volta i cinguettii e prenda il telefono in mano. Il numero da fare lo scelga lui.