Uno scienziato ha creato un cd con brani adatti alla frequenza cardiaca felina

Mio padre, Dio lo benedica dove ora risiede, si può dire che fosse letteralmente immerso nella sua adorata musica lirica e sinfonica. Passava buona parte del suo tempo libero nello studio dove, dalle casse di un vecchio ma formidabile Graetz, uscivano le note di Wagner, Brahms, Verdi, Debussy eccetera, rigorosamente su vinile. Mio padre adorava allo stesso tempo Rocky, il nostro Cocker Spaniel fulvo, che non lo perdeva di vista un secondo e si accucciava tra le sue ciabatte, una volta che si era seduto in poltrona. Purtroppo Rocky era macchiato di una grave colpa: mal sopportava Wagner e si metteva a ululare in modo drammatico quando udiva le note nel Trionfale dell'Aida. Solo in punto di morte mio padre perdonò al cane questo gravissimo e inspiegabile peccato di lesa maestà.

Vivesse oggi, gli potrei spiegare che Charles Snowden, un'autorità nel campo del rapporto tra musica e animali, assieme al suo team dell'università del Wisconsin, ha scoperto che gli animali hanno la capacità di recepire la musica, ma secondo canoni propri per ogni specie. Avendo un battito cardiaco e una vocalità diversi da quelli umani, la musica che rapisce le nostre orecchie è del tutto insignificante se non disturbante per loro. I cani soprattutto, col loro finissimo udito, sono in grado di sentire suoni acuti che il nostro orecchio non percepisce e questo era quello che capitava a Rocky quando, dalle casse, arrivavano le squillanti trombe dell'Aida che portavano sonorità sovracute ai suoi delicati timpani trapanandoli in modo talmente doloroso da farlo ululare.

Noi abbiamo la tendenza a umanizzare i nostri animali e, come afferma Snowden, «la gente pensa che se gli piace Mozart, il compositore debba piacere anche al loro cane e se gli piace il rock, il loro gatto sia deliziato dalle note dei Led Zepelin». Non è per niente così, come hanno dimostrato Snowden e il suo staff di ricercatori. L'esito delle loro ricerche è che normalmente la «nostra» musica li lascia indifferenti, ma, come abbiamo visto per Rocky, in molti casi li disturba a tal punto da doversi allontanare o mettersi a «piangere» per farla cessare. Gli animali sembrano seguire il loro stesso ritmo cardiaco, per quanto riguarda appunto la ritmica e questo cambia moltissimo rispetto a quello umano. Si pensi che il nostro cuore mediamente batte 60-80 volte al minuto, mentre un cane di piccola taglia ha un battito di 120 e un gatto di 150, che arriva in pochi secondi a 250 sotto l'effetto di una paura seppur moderata. Per quanto riguarda poi la tonalità, pare che gli animali seguano la loro stessa capacità vocale che, anche in questo caso, è completamente diversa dall'articolata e armoniosa tessitura umana.

Studiando dunque queste caratteristiche, Snowden ha interpellato un musicista, David Tie, che, sulla base del battito cardiaco e del range di vocalità del gatto, ha prodotto una compilation di musica per felini. Chi l'ha ascoltata assicura che sia straziante per le nostre orecchie, però è già in vendita il cd su Internet al costo di 1,90 dollari per ogni pezzo. Vien da pensare che questi ricercatori siano anche furbi, oltre che bravi a studiare la psicologia e il comportamento animale.