Gli sconti del black friday? Un'imitazione Usa in saldo

Ieri anche da noi si è celebrato il vnerdì delle superofferte. L'ennesima moda che importiamo dai Paesi anglosassoni

Gli sguardi sgualciti dal sonno, le sciarpe arrotolate e strette, il portafogli che tira un sospiro di sollievo: ecco il risveglio, nelle code davanti ai negozi, di moltissime città angloamericane. Ieri, infatti, il «Black Friday» ha riempito ancora una volta le casse in Gran Bretagna e Stati Uniti: ma la novità è che questa tradizione, quest'anno, è migrata fino ai nostri tetti. In Italia, dove ha registrato successo.Molti si chiederanno però in cosa consiste e quale ragion d'essere abbia il «Black Friday». Si tratta del giorno che segue il «Thanks-giving day» (il giorno del ringraziamento): l'ultimo venerdì di novembre, giornata in cui grossi store e svariati esercizi commerciali praticano sconti golosi. Le stime di Coldiretti rivelano che almeno un italiano su quattro, ieri, avrebbe ceduto alla tentazione. I regali più acquistati? Libri, tecnologia, abbigliamento, prodotti di bellezza ed enogastronomia, con un occhio attento alla tradizione e alle specialità dei piccoli territori.Le percentuali di sconto sono state diverse da catena a catena, e da città a città; moltissimi gli italiani ai quali il proprio centro commerciale di fiducia ha inviato un sms per consigliargli di approfittare. Manca meno di un mese a Natale, e l'occasione fa l'uomo affarista. Ma il clima generato dai fatti di Parigi impone vere e proprie «cinture» delle forze dell'ordine nei centri delle grandi città. I gruppi che hanno aderito all'iniziativa? Coin ha tagliato i prezzi del 20%, Vueling ha fatto prendere il cielo in aereo a due passeggeri al prezzo di uno (per chiunque abbia acquistato il biglietto ieri e intendesse viaggiare nella settimana tra il 10 e il 17 dicembre), Just Eat ha scontato i pasti del 25%. E i grandi store della rete si sono scatenati. Amazon leader dell'eCommerce in tutto il mondo prevede sconti in Italia per tutta la settimana; su eBay moltissimi articoli arrivano a costare il 50% in meno (anche nell'hi-tech); Zalando (specializzato in abbigliamento) propone sconti diffusi e Zara fa altrettanto, inserendo nel suo negozio online la sezione #zarafriday. La domanda è: quante tradizioni americane stiamo «importando»? Il fenomeno più macroscopico lo abbiamo vissuto poche settimane fa, quando al trillo di «dolcetto o scherzetto?» ci siamo alzati dal divano e abbiamo trovato sull'uscio bambini truccati e vestiti come a Carnevale. Ma non era un Carnevale fuori stagione: era Halloween, la festa americana che dissemina di zucche e maschere lugubri anche il nostro Paese. Diciamo fuori dai denti che anche il Natale, ormai, offre spunti e tradizioni a stelle e strisce. Un esempio? Le candele profumate di vischio il vischio sotto il quale, lo abbiamo imparato dalle serie tv d'oltreoceano gli americani si scambiano baci a fior di labbra nel periodo natalizio. E la musica? Alzi la mano chi non ha almeno un album di Christmas Carols, i tradizionali canti natalizi anglosassoni, intonati da popstar americane: da Frank Sinatra a Mariah Carey, passando per le (un po' improbabili) traduzioni italiane affidate alle nostre voci. È evidente che il fascino degli Stati Uniti trovi spesso il nostro gusto: ed è probabilissimo che queste influenze partano proprio dal cinema e dalla tv. Non ci stupiremmo di cucinare tra qualche anno un tacchino alle prugne l'ultimo giovedì di dicembre e di farlo con naturalezza secolare. Ma questi nuovi rituali ci arricchiscono o ci spersonalizzano? Ci omologano e appiattiscono nello stile, uno stile la cui longevità gli States ci invidiano, o ci integrano abbattendo barriere e distanze? Tornando al nostro «Black Friday», se non altro Coldiretti ha qualche buona notizia. Un generale e diffuso ritorno di un clima di fiducia, che si riflette prontamente nello shopping natalizio: il budget complessivo si aggira sui 5,6 miliardi di euro solo per i regali sotto l'albero. Negli Stati Uniti (patria dell'ennesima iniziativa pop che attecchisce in Italia) 135 milioni le persone avranno impegnato il venerdì dopo il Thanksgiving day negli acquisti al ritmo di «Jingle Bells Rock». E noi? Contagiati. Ma ancora con cautela.

Commenti
Ritratto di giangol

giangol

Sab, 28/11/2015 - 14:34

io ieri ho applicato lo zero shopping