Scontro senza precedenti con la Cnn Via l'accredito al giornalista scomodo

Trump infastidito dalle domande del corrispondente della tv «Lei è terribile». E la portavoce pubblica un video «ritoccato»

Gaia Cesare

«Una decisione senza precedenti», scrive in un comunicato la Cnn, che parla di «minaccia alla democrazia». Una scelta inevitabile, secondo la Casa Bianca, che spiega: «Non tollereremo mai che un reporter metta le mani addosso a una ragazza che stava semplicemente cercando di fare il proprio lavoro di stagista alla Casa Bianca». Lo scontro tra l'amministrazione americana e i media non era mai arrivato a tanto. Il corrispondente dalla Casa Bianca per la Cnn, Jim Acosta, decano dei giornalisti politici, (25 di esperienza alle spalle a fronte di 47 anni di età) si è visto ieri sospendere l'accredito che gli consente l'accesso al palazzo presidenziale dopo uno scambio tesissimo con il presidente durante la conferenza stampa di mercoledì per commentare i risultati delle elezioni di Midterm.

Donald Trump, il leader con il pallino delle fake news, che da quando è entrato nell'arena politica non smette di attaccare i media, non ha gradito le domande di Acosta. Figlio di un rifugiato cubano arrivato negli Stati Uniti a 11 anni, in piena Guerra Fredda e crisi dei missili di Cuba, Acosta ha contestato la definizione di «invasione» riferita dal presidente ai cittadini in fuga da Honduras, El Salvador e Guatemala, che cercano di entrare nel Paese. «Come sa presidente, la carovana non era un'invasione ma un gruppo di migranti che si muove dal Centramerica verso la frontiera con gli Usa. Perché l'ha definita così? Non crede di aver demonizzato gli immigrati in questa elezione?». Il presidente è visibilmente infastidito, accusa Acosta di esprimere «opinioni», poi replica: «Voglio che gli immigrati arrivino qui legalmente». Il giornalista insiste, ricorda a Trump uno spot elettorale in cui gli immigrati vengono mostrati mentre scavalcano muri. Trump replica che è tutto vero: «Non erano attori. Non arrivavano da Hollywood». Il giornalista incalza: «Non è un'invasione. Sono migliaia di chilometri lontani dalla nostra frontiera». Il presidente perde la pazienza: «Lasciami guidare il Paese, tu guida la Cnn. Ok è abbastanza. Giù il microfono». Ma è a quel punto, quando la stagista della Casa Bianca si alza e tenta di assecondare l'indicazione del presidente, che il corrispondente della Cnn trattiene il microfono, dice «scusi, signora», mentre riesce a fatica a porre un'ultima domanda sul Russiagate. «È preoccupato per l'inchiesta?». «Non sono preoccupato di nulla. È abbastanza, è abbastanza. Giù il microfono». Il presidente si allontana nervoso dal leggio e torna all'attacco: «La Cnn dovrebbe vergognarsi del fatto che lei lavora per loro. Lei è una persona maleducata, terribile. Non dovrebbe lavorare per Cnn». L'epilogo stamattina, con Acosta che perde l'accredito e su Twitter si dice convinto che si tratti di «un messaggio per tutti i colleghi». Ma la ragione - spiega la Casa Bianca - è che il reporter «ha messo le mani addosso» alla giovane. Una ricostruzione che scatena la reazione indignata dei giornalisti testimoni (e non solo loro) mentre la portavoce di Trump, Sarah Sanders, viene accusata di aver postato sui social network un video alterato dell'episodio, accelerato quando il giornalista sfiora la ragazza per rendere il gesto più drammatico. Tanto che arrivano anche le richieste di dimissioni per l'addetta stampa. Una beffa per il presidente che non smette di attaccare i media sulle fake news. «La libertà di stampa è sotto assedio», scrive Peter Maer, decano dei corrispondenti di Washington. «Mai visto niente del genere in 22 anni alla Casa Bianca», dice Peter Baker del New York Times .