Ma scoppia la bagarre sullo spot-fotocopia

Roma. Cambiare e rimanere se stessi o copiare rimanendo se stessi? C'è un braccio di ferro in corso tra il Corriere della Sera e il Tempo . Il quotidiano di via Solferino da ieri è in edicola con un nuovo formato, più compatto e moderno. L'addio al «lenzuolo» è stato accompagnato da una campagna pubblicitaria incentrata sul claim «si può cambiare e rimanere se stessi», che accompagna due immagini affiancate: un bimbo che salta sulla sabbia e un ragazzo - presumibilmente lo stesso bimbo ormai cresciuto - che ripete il medesimo gesto, sulla stessa sabbia e indossando lo stesso costume.

Insomma, il tempo passa ma l'identità resta. Il problema, però, è che il Tempo, inteso come quotidiano, non ha lasciato passare in silenzio il lancio in grande stile del nuovo Corriere della Sera . Accusando il giornale diretto da Ferruccio de Bortoli di aver copiato una campagna del Tempo del 2007. Sette anni fa il quotidiano romano lanciò il nuovo formato (stesse dimensioni del nuovo Corsera , ma un centimetro più basso) in full color con lo slogan «È bello cambiare rimanendo se stessi». Che, in effetti, gerundio a parte, suona piuttosto simile. E anche quella campagna vedeva due immagini affiancate: una donna in bianco e nero e la stessa, più matura, a colori. A piazza Colonna hanno pensato che le somiglianze erano un po' troppe. Così, quando è partita la campagna del Corriere , dal Tempo hanno spedito una formale diffida al quotidiano di via Solferino, segnalando il paventato plagio pubblicitario.

Ma da Milano non è arrivata alcuna risposta, e il Corriere è andato avanti per la sua strada - e con la sua campagna - lanciando la sua versione compact. Così ieri il Tempo ha salutato il restyling del giornale milanese in prima pagina, accusandolo senza mezzi termini di aver copiato campagna pubblicitaria e slogan, sotto il titolo «E il Corsera si rifà il look con il Tempo ». Nell'articolo, il quotidiano romano rievoca celebri plagi musicali e letterari e sembra non credere che la somiglianza tra le due campagne sia frutto del caso: «Può succedere, ma non così. Se accade a questi livelli è imbarazzante, pernicioso, gravissimo. Crea danni a tutti». Soprattutto al Tempo, che in tempi di crisi aveva appunto valutato l'idea di «rispolverare» la sua vecchia campagna per rilanciare il «nuovo corso» del quotidiano, da un anno affidato alla direzione di Gian Marco Chiocci. E che invece si è visto bruciare la possibilità di riciclare lo slogan, ormai associato al giornale milanese.

Dopo la «pernacchia» a mezzo stampa, con la notizia delle campagne «gemelle» che rimbalza anche su Twitter , ieri mattina finalmente qualcuno della Rcs avrebbe contattato il Tempo , lamentando la sproporzione tra la campagna «simile» e la reazione del quotidiano romano. Che, a sua volta, avrebbe replicato sottolineando di aver ottenuto una risposta solo dopo aver sparato in prima pagina i claim -fotocopia. Insomma, se a Milano minimizzano, a Roma non intendono lasciar perdere.