Scoppia un tubo a Genova ed è disastro ambientale

Matteo Basile

Un botto, un tubo che esplode e una marea nera che finisce in un torrente minacciando di finire in mare. Migliaia di litri di petrolio sono fuoriusciti la notte scorsa prima nel rio Pianego, poi nel torrente Fegino e infine nel Polcevera, uno dei principali torrenti di Genova. Colpa dell'esplosione di un grosso tubo che trasporta il greggio dal porto petroli di Multedo fino all'oleodotto Iplom di Busalla. A Fegino, nel Ponente genovese, la rottura durante le operazioni di pompaggio sotterraneo del greggio e l'inevitabile disastro. Subito i vigili del fuoco sono intervenuti per cercare di limitare i danni posizionando panne a barriere, sia nel torrente che in mare, per evitare che la marea nera raggiungesse il litorale, distante solo poche centinaia di metri.

È una corsa contro il tempo. Solo ieri sono stati bonificati oltre 50 metri cubi di greggio emulsionati ad acqua, grazie all'utilizzo di apposite barriere e autobotti di aziende specializzate nella bonifiche ambientali. Ma la perdita totale è stimata in ben 500 metri cubi di petrolio grezzo, dai 40 mila ai 50 mila litri. Per fortuna le operazioni sono facilitate dalla scarsa portata dell'acqua del torrente ma subito sono scattate anche le misure di sicurezza ambientale. I campionamenti di aria, acqua e terra sarebbero risultati negativi a veleni ma per precauzione ieri le scuole della zona sono rimaste chiuse ieri e sono state gettate delle schiume sul greggio per scongiurare il rischio che il petrolio possa prendere fuoco.

«Potremmo chiedere lo stato di emergenza, visto il danno ambientale si tratta di una caso nazionale», ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. Il sindaco di Genova Marco Doria ha detto che non esistono al momento rischi per la salute ma l'allerta resta elevatissimo e le polemiche non mancano. La procura di Genova ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, per disastro ambientale colposo. Il Pm Alberto Landiolfi, che ha disposto il sequestro dell'intero impianto accanto al quale scorre l'autostrada A7, ha usato parole durissime: «Non è accettabile che una conduttura si rompa così, non dovrebbe rompersi neppure in caso di eventi naturali disastrosi».