Scuola, accordo tra governo e sindacati: più risorse e lotta al precariato

Siglata l'intesa per l'aumento di risorse dedicate al rinnovo contrattuale; due soluzioni per la lotta al precariato: chi insegna da più di 36 mesi avrà percorsi dedicati per l'immissione in ruolo. Arriva l'aumento di stipendio

Ieri sera a Palazzo Chigi è andato in scena un Consiglio dei ministri piuttosto infuocato, dove Giuseppe Conte ha preso parola e bacchettato duramente sia Matteo Salvini sia Luigi Di Maio. Ma se da una parte vi sono vedute diverse e toni agitati, dall'altra il ministro leghista Bussetti ha raggiunto un accordo molto importante con i sindacati per quanto riguarda la scuola, grazie anche al supporto del premier. La trattativa - alla quale hanno partecipato anche Flc Cgil, Cisl e Uil scuola, Snals e Gilda, oltre che il sottosegretario Salvatore Giuliano - si è conclusa questa mattina alle ore 6.00: l'intesa sottoscritta comprende soluzioni su tematiche calde come lotta al precariato, rinnovo dei contratti, autonomia differenziata, Università e AFAM (Alta formazione artistica e musicale). Perciò è stato revocato lo sciopero del personale che era stato indetto per il 17 maggio.

Lotta al precariato

Coloro che hanno sulle spalle almeno 36 mesi di supplenza nella scuola statale si troveranno ad un bivio: per chi ha già un'abilitazione c'è la possibilità di un concorso semplificato e conseguente immissione in ruolo; chi non ha alcuna abilitazione ma ha già effettuato almeno 3 anni di supplenza potrà invece contare un percorso abilitante e selettivo con assunzione semplificata.

Rinnovi dei contratti

Al fine di recuperare la perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni e pareggiarle il più possibile ai livelli europei, dal governo è stato preso l'impegno a individuare maggiori finanziamenti. Accordo inoltre anche per quanto concerne il via libera all'iter per il rinnovo del Contratto collettivo di lavoro del comparto Istruzione, scaduto nel dicembre scorso.

Autonomia differenziata

"La scuola del Paese": si capisce già dal titolo la forte volontà da parte del governo di salvaguardare l’unità e l’identità culturale del sistema nazionale di istruzione. Si spiega così la decisione di uniformare sull'interno territorio nazionale il sistema di reclutamento di docenti e personale ATA. Il contratto nazionale di lavoro continuerà ad essere la base per il personale scolastico. Si tratta del risultato politico più importante raggiunto dai sindacati, fortemente contrari all'autonomia differenziata delle Regioni.

Università e AFAM

Ci sarà poi un notevole impegno da parte del governo nell'incrementare il numero di risorse dedite all'attività di ricerca e didattica; verrà consentita infine una maggiore flessibilità nell’utilizzo del salario accessorio.

Soddisfazione

Non hanno certamente nascosto soddisfazione i protagonisti dell'incontro per gli importanti obiettivi raggiunti. Il premier Conte, al termine della riunione fiume, ha assicurato un congruo incremento degli stipendi: "Le retribuzioni degli insegnanti devono essere adeguate alla responsabilità che ricoprono". Con l'intento di "rilanciare e far ripartire il sistema Italia", il capo del governo ha annunciato che si andrà avanti sulla via del dialogo anche per "superare le vertenze di un comparto troppo a lungo trascurato dai precedenti governi". Il ministro Marco Bussetti ha ringraziato i sindacati, con i quali dice di star "lavorando per il bene della scuola".