Scuola, concorsone bocciato sul web

Candidati contro il nuovo esame: carenze e sospetti di irregolarità. Pioggia di critiche sui social

Francesca Angeli

Roma Concorso per la prima volta senza carta e penna ma anche senza commissari e senza griglie di valutazione.

In alcune sedi di concorso i candidati hanno convocato i carabinieri per denunciare la mancata presenza dei professori incaricati ma il ministero ha smentito. Sui social però i commenti negativi si scatenano e su Twitter parte l'hashtag concorsotruffa. Sindacati e partiti d'opposizione cavalcano la protesta e paradossalmente la scelta di procedere a nuove assunzioni potrebbe trasformarsi in un boomerang per Matteo Renzi ed il Pd perché la classe degli insegnanti o degli aspiranti tali che da sempre è un bacino di voti sicuri per la sinistra si sta frammentando. A corteggiare i docenti ci sono in prima fila i grillini.

E intanto i sindacati proprio nel giorno di apertura del concorso (che andrà avanti a tappe sino al 31 maggio) proclamano uno sciopero per il 23 maggio.

Iniziativa definita «singolare» dal ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, che ha ricordato gli investimenti del governo sulla scuola. Secca la replica del segretario generale Uil, Pino Turi. «La dignità del lavoro non è negoziabile», dice Turi. Protestano anche gli altri sindacati. Gilda punta il dito contro la «mancata trasparenza sulla valutazione» perché le griglie, ovvero i criteri con i quali si valuterà l'esame non sono stati comunicati prima. L'Anief invece ricorda che ci sono già centinaia di docenti esclusi dal concorso che hanno presentato ricorso.

È iniziato male e rischia di finire peggio il concorso bandito dal Ministero dell'Istruzione per assegnare 63.172 cattedre distribuite in tutti gli ordini scolastici. Le prove sono organizzate su base regionale per classi di concorso, i candidati sono 165.578. Ci sono 6.933 posti a disposizione per la scuola d'infanzia; 17.299 per le elementari: 15.641 per le medie e 17.232 per le superiori. A questi si aggiungono 6.101 posti per gli insegnanti di sostegno.

Ieri ha preso il via Storia dell'Arte; Scienze e tecniche agrarie; Liuteria; Scienze e tecnologie nautiche; Design del libro; Scienze Tecnologiche e meccaniche.

Il concorso sembra nato sotto una cattiva stella perché già al suo annuncio si sono immediatamente scatenati problemi e proteste sulle modalità del bando, le classi di concorso e sopratutto sull'organizzazione. Inizialmente la società alla quale è affidata l'organizzazione aveva indicato come criterio di distribuzione logistica quello dell'età ma poi nel bando è stato scelto quello alfabetico. Un cambio di programma che ha suscitato proteste e perplessità. Non solo. In moltissime sedi di concorso fino a qualche giorno fa mancava il numero necessario di commissari. Infine il problema delle griglie di valutazione che non sono state rese note. Insomma, si va a fare un esame senza sapere con quali criteri si sarà valutati.

Non stupisce quindi che ieri la maggioranza dei candidati nutrisse dubbi sulla trasparenza dei criteri di valutazione anche perché per la prima volta non ci sono plichi ma i quesiti vengono somministrati on line. In due istituti romani alcuni candidati hanno chiamato i carabinieri affinché verificassero l'effettiva presenza dei commissari. Un fatto smentito dal Miur ma che comunque non ha inficiato l'avvio del concorso.

Nel merito dei quesiti (8 per classe di concorso, due in lingua straniera) molti candidati hanno rilevato incongruenza tra quanto era stato indicato come materia d'esame nel bando e quello che poi è stato invece richiesto nei quesiti. Tutti si aspettavano domande di metodologia o riguardo alla normativa mentre i quesiti hanno riguardato soprattutto i contenuti disciplinari.