Scure del Viminale sui simboli: restano in bilico Forconi, Dc e Msi

Dei 103 simboli presentati, in corsa 75. A rischio «W la fisica»

Pure l'eroica «W la Fisica» è a rischio. E anche il «Sacro romano impero» potrebbe saltare. Pochissime chance per «10 volte meglio». Ma per sapere quali simboli hanno passato il turno, bisognerà aspettare ancora qualche giorno (entro il 31 gennaio) quando il ministero dell'Interno pubblicherà sul suo sito i contrassegni. Telefonando al ministero, infatti, ci dicono che il solo modo per sapere oggi chi ce l'ha fatta sia quello di guardare la bacheca al piano terra. Come alle superiori per le pagelle. È il 2018 e non sanno mandare una mail di notifica.

Sappiamo solo che dei 103 contrassegni esaminati il ministero ne ha ammessi «soltanto» 75. In 19 casi ha invitato, entro 48 ore, i depositanti alla sostituzione del simbolo e/o all'integrazione della dichiarazione di trasparenza. Tra questi la «Democrazia cristiana», il «Movimento politico Forconi», le «Destre unite», «Msi», la «Lega per l'Italia», il «Movimento sociale», i «Pensionati e invalidi», la lista «No riforma Forense» e «Indipendenza del Veneto». Nove contrassegni, invece, sono stati bocciati per «carenza documentale». Tra questi la «Margherita» compresi «Recupero maltolto articolo 18 statuto lavoratori» e il «Fronte verde».

Nei 98 simboli elettorali presentati al Viminale - che contando anche i doppioni per alcune aree geografiche lievitano fino a 103 - c'è un po' di tutto e per tutti i gusti: piante e fiori, animali e oggetti, fiamme e bandiere. «W la Fisica» è stata presentata da un professore di ingegneria elettrica a Praga e composta da fisici e ingegneri. C'è poi il «Movimento tecnico nazionale popolare pace», che vuole presentarsi alla Camera, ma stranamente solo in Molise. E torna un simbolo che ormai da anni fa capolinea al Viminale, il «Sacro romano impero cattolico». Un ex magistrato del tribunale penale internazionale per il genocidio Ruanda ha presentato «Sms» (Stato moderno e solidale): «Per uno Stato di diritto contro lo stato mercantile». Tra gli altri anche «Cristiani per la crescita felice», il «Partito Valore Umano - Per un nuovo Umanesimo», gli antieuropeisti di «Mic» (Movimento Italia nel cuore). Ma anche «Movimento mamme nel mondo per l'Italia».

Nota positiva in tutto questo caos è che quest'anno i simboli presentati sono stati la metà rispetto al 2013 perché è stato più complicato presentarli con richiesta di statuti, dichiarazioni di trasparenza, indicazioni di proprietà del simbolo, autentiche notarili. Poi la nuova legge elettorale ha convinto partiti veri che puntano seriamente a entrare in Parlamento a unirsi tra loro per raggiungere la soglia del 3% o almeno quella dell'1% che fa affluire i loro voti alla coalizione, optando per la presentazione di un unico simbolo elettorale che al suo interno contiene diversi emblemi come «Insieme» o «Civica Popolare» oppure simboli abbinati come «+Europa» di Bonino con «Cd» o «Pri» con «Ala» di Verdini. E sono assenti i «simboli furbetti», ovvero quelli che imitano quelli famosi. Attenti ai tarocchi.