Le scuse ridicole dei morosi, dall'impiegato ubriaco ai costi

Gli onorevoli M5s si arrampicano sugli specchi e usano i pretesti più assurdi. La colpa? È tutta delle banche

«Ero senza benzina, con una gomma a terra, non avevo i soldi per il taxi, c'era il funerale di mia madre... le cavallette...». I cinque stelle beccati con le mani nella marmellata dei rimborsi sembrano tanti Blues Brothers, in ginocchio come John Belushi a piangere: «Non è stata colpa mia!». Il più comico è Michele Mario Giarrusso che, di fronte a un bonifico del 2015 con un inspiegabile timbro «eseguito» del 2014 dà dell'ubriaco all'impiegato di banca, «lo scellerato allo sportello che avrà fatto bisboccia la sera prima» (salvo poi fornire altri chiarimenti). Ma in fondo si sa che i Cinque stelle ce l'hanno con le banche. E infatti Barbara Lezzi, al sorgere delle prime accuse, si affretta a dire che la mattina dopo andrà in banca a controllare, uscendo per un giorno dall'era del banking on line. Maurizio Buccarella, altro parlamentare nel tritacarne, si autosospende e dichiara fiero che non spiegherà nulla ai giornalisti (che hanno il brutto vizio di fare domande). Meglio un soliloquio via web per dare la colpa al «costo eccessivo delle operazioni applicato dalla banca», ecco spiegato perché faceva il bonifico, stampava la ricevuta da mostrare agli elettori creduloni, per poi revocarlo in attesa di cambiare banca.

I casi si moltiplicano e gli occhiuti registi della comunicazione a 5 stelle evidentemente non ci stanno dietro e spuntano le scuse più improbabili. Per i primi due accusati, i deputati Cecconi e Martelli, interviene la regia, come provano le scuse fotocopia postate da entrambi all'unisono per giustificare i bonifici mancanti: «Il ritardo è stato dovuto a motivi di natura personale». Frase identica per entrambi, parola per parola. Chissà se è lo stesso motivo personale, o ne hanno uno diverso a testa.

Anche Roberta Lombardi, sfiorata dalle critiche, ne sforna una buona: «Mi manca solo il bonifico di dicembre, ho tardato perché ero in campagna elettorale». Eppure tra gli onorevoli grillini spicca per le spese dello staff più corpose.

Del resto, i furbetti pentastellati hanno avuto un buon maestro. Chi non ricorda cosa disse il capo Luigi Di Maio quando si scoprì che era stato informato per posta elettronica che Paola Muraro era già indagata quando fu scelta come assessore da Virginia Raggi? «Ho letto la mail ma ho capito male». Bel colpo per il leader del movimento della Rete.

Scuse improbabili buone per coprire l'ingloriosa caduta dei pilastri ideali alla base del Movimento stesso. Trasparenza, onestà, uno vale uno? Slogan buoni per le folle di elettori-nickname, traditi ogni volta che conviene. E a ogni tradimento mai una spiegazione sensata, politica. Sempre e solo pretesti imbarazzati e imbarazzanti. Come quando Di Maio viene sorpreso dai giornalisti mentre entra a una riunione di lobbisti e colto in contropiede, nega: «Ma quali lobbisti?», poi dice di voler regolamentare le lobby. Poteva essere da meno Virginia Raggi? Appena il suo braccio destro Raffaele Marra viene portato via in manette non trova di meglio che liquidarlo così: «Solo uno dei 23mila dipendenti capitolini». Solo due dei quali però, lui e Salvatore Romeo, l'uomo dalla polizza facile, membri una chat con la sindaca dal titolo «Quattro amici al bar».

Il vizio della scusa banale non è ingenuità, ma una facoltà riservata ai leader grillini, sempre più simili a una setta. E in una setta agli adepti non bisogna spiegare nulla. Non c'è figuraccia che li scalfisca, i fan sul web continuano a difenderli. Questione di fede. Ecco perché potevano tenersi pure Lello Vitiello, il candidato che, estromesso perché affiliato alla massoneria, si è giustificato così: «Per me era un hobby». Perfetto stile 5 stelle.

Commenti

xgerico

Mer, 14/02/2018 - 08:37

Anche Silvo a dovuto restituire 550 milioni.

adal46

Mer, 14/02/2018 - 08:46

Sostanzialmente votare diviene come una gara al "tiro a fortuna", dove si spara a occhi bendati.... Chi voti non sai se sia onesto, se ragionevolmente onesto potrebbe manifestarsi voltagabbana, se pure voltagabbana rende ragionevole il NON VOTO che per assurdo può fare meno danni.

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mortimermouse

Mer, 14/02/2018 - 08:46

ma i grulli come fanno a essere cosi ridicoli? :-) lo sapevamo già, non siete seri in nessuna delle attività che fate... alla fine fate soltanto un grosso favore a Berlusconi e un piccolo aiuto al PD (che comunque non si salvano!)

Ritratto di mbferno

mbferno

Mer, 14/02/2018 - 09:33

I parlamentari,con gli stipendi che hanno,senza soldi per la benzina,per il taxi,per cambiare una gomma etc etc? Ahahahahah. ..patetici ma,soprattutto MASCALZONI.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Mer, 14/02/2018 - 09:33

@xgerico - ne ha già versati molti, più che il tuo amico De Benedetti.

onurb

Mer, 14/02/2018 - 09:34

Il mio modo di leggere questa situazione è imbarazzante per noi Italiani. E mi spiego. Quando in un pollaio vengono eletti il capo e la rappresentanza, non c'è ombra di dubbio che gli eletti appartengono alla categoria dei pennuti. Quando gli Italiani eleggono i propri rappresentanti è evidente che la scelta cade tra le persone che vivono in Italia e hanno i pregi e i difetti dei cittadini che li hanno votati. Se ci guardiamo attorno, non possiamo certo dire che siamo dei cittadini virtuosi e irreprensibili. Pertanto chi viene eletto con molta probabilità avrà gli stessi comportamenti della maggioranza di noi Italiani.

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Mer, 14/02/2018 - 09:39

scommetto che tutto questo è scaturito da un'indagine del PD.Loro controllano tutto e tutti, pur di vincere.

Ritratto di bandog

bandog

Mer, 14/02/2018 - 09:56

hO DOVUTO METTERMI I TAPPI ALLE ORECCHIE PER NON SENTIRE GLI STRIDII DELLE UNGHIE GRULLINE,SCIVOLARE SUI VETRI!!!

Ritratto di bimbo

bimbo

Mer, 14/02/2018 - 10:33

Siamo i ragazzi di oggi, e la terra promessa "Bufala"

xgerico

Mer, 14/02/2018 - 10:50

Il buco nei conti del partito c'è, per questo Silvio Berlusconi ha chiesto ai suoi parlamentari di contribuire, come pattuito. Ma non tutti gli onorevoli hanno versato le quote che dovevano versare. Libero ha quindi fatto una rassegna delle quote che mancano all'appello nelle casse del Pdl, ora FI: "Il quaranta per cento di voi non ha versato contributi al partito e io, con le nuove norme, non posso più metterci un euro", ha ammonito il Cav, racconta il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro.

xgerico

Mer, 14/02/2018 - 10:54

“Tra i morosi ci sono anche nomi eccellenti – scriveva Il Fatto Quotidiano – Il senatore Sposetti, che detiene le chiavi della cassaforte ex Ds, dovrebbe oltre 75 mila euro; l’ex ministro dell’Istruzione Giannini circa 40 mila; il deputato super renziano Carbone oltre 30mila; il deputato Gutgeld (inventore degli 80 euro) 40 mila. Ci sono poi i parlamentari Martino (75mila) e Valiante, fedelissimo di Emiliano, con un debito simile; mentre Khalid Chaouki sarebbe in rosso per oltre 50mila euro. Ad aprile il tesoriere Bonifazi ha inviato a tutti i morosi una lettera per invitarli a mettersi in regola: tra questi anche ministri, che hanno rimediato. Quella missiva ha fruttato però soli 500mila euro: ne mancano ancora 3 milioni”. Con questo enorme scheletro nell’armadio un Renzi sempre più alla canna del gas ha parlato di “truffa allo Stato”.

Ritratto di deep purple

deep purple

Mer, 14/02/2018 - 10:55

Occhio, attaccare i 5 stelle su queste cose, come purtroppo giustamente ha detto Di Maio (e mi duole molto ammetterlo, perchè non l'avrei mai voluto fare) si rivelerà un boomerang per i loro avversari. Non dimentichiamoci che ormai agli occhi della gente i 5 stelle sono quelli che elimineranno i privilegi della casta.

Ritratto di Roberto_70

Roberto_70

Mer, 14/02/2018 - 14:11

Ridicoli.