Se l'anti-molestatrice è molesta

Annalisa Chirico

L'anti-molestatrice un po' molesta è la nemesi del destino. Ma c'è pure il maschio che si pretende vittima perché una femmina avrebbe osato, forse, accarezzarlo nella sua intimità. Ormai il mondo è sottosopra, meglio darsi al ricamo, ago e filo. Anestetizzati dal pensiero unico dominante, che rende noi donne eterne vittime in balia di un esercito di stupratori seriali, cogliamo con un misto di spaesamento le notizie che smentiscono le nostre certezze. Mentre le «donne di tutto il mondo», grazie all'onda #metoo, raccontano corteggiamenti molesti, mani invadenti e frasi sopra le righe, in California una pasionaria della crociata anti-molestie è accusata di molestie sessuali da parte di un esemplare maschile. Lei si chiama Cristina Garcia, membro dell'Assemblea Democratica californiana, a capo del Caucus legislativo delle donne, tra le figure simbolo del movimento neofemminista contro le molestie sessuali. Lui è Daniel Fierro, un ventottenne di belle speranze, che a gennaio ha raccontato al suo ex boss, anche lui membro dell'Assemblea californiana, un episodio sgradevole del quale sarebbe stato protagonista nel 2014. Stando alle sue dichiarazioni, la Garcia lo avrebbe palpeggiato ripetutamente sul sedere cercando di toccargli i genitali. Avete capito bene, la Garcia tastava per testare, chissà a quale scopo. Come se non bastasse, la donna avrebbe mietuto almeno un'altra vittima: alla testata Politico un lobbista, dietro garanzia di anonimato, ha riferito di essere stato molestato dalla stessa donna che, nel suo caso, avrebbe tentato di «afferrargli» i genitali durante un evento di fundraising lo scorso anno. L'attivista per la difesa delle femmine contro i maschi molestatori è caduta dalle nuvole e ha dichiarato di essere all'oscuro delle accuse. «Ogni denuncia di abusi sessuali va presa seriamente e io non mi sottrarrò alle indagini in corso ha dichiarato lei . Non ho memoria di comportamenti inappropriati a mio carico, simili condotte sarebbero incoerenti con i miei valori». La presunzione di innocenza vale per ogni persona, per questo ci auguriamo che la signora possa allontanare da sé le sgradevoli imputazioni. Tuttavia, è arduo non riflettere sul mondo sottosopra con il quale dobbiamo fare i conti: da una parte, ci sono uomini che gridano all'abuso perché una donna avrebbe tentato di sedurli sessualmente con indomita determinazione; dall'altra, c'è il paradosso della paladina anti-molestie accusata di agire da molestatrice professionale, una nemesi del destino. Se non troverà marito, non le resterà che prendersela con #metoo.