Semplice e leggera Adesso Fendi mette al maschio una seconda pelle

Stella McCartney british e bohèmienne, fiori e sportswear per Neil Barrett

Lucia Serlenga

Senza l'esperienza vissuta degli opposti, non ci può essere l'esperienza della totalità diceva Ernst Jùnger. E sull'armonia degli opposti, sulla ricerca di un lato oscuro che diventa brioso anche quando ci sono mondi che collidono, ha giocato Fendi per costruire una collezione uomo primavera-estate 2019 fatta di capi semplici e pragmatici. «Armonizzare i contrasti senza perdere una briciola della nostra identità e della nostra storia vicina ai cento anni, è stato il nostro obiettivo» dice Silvia Venturini Fendi prima di far sfilare pantaloncini che sembrano gonne, la pelle che sembra carta o la pelle che acquista la mano della carta, una serie di bellissimi pezzi tra impermeabili, anorak, giubbotti, pervasi dalla leggerezza dell'aria che entra attraverso la rete ma rende ammortizzate anche le suole dei sandali hi-tech. Bellissimi la nuova Pekaboo X-Lite, i berretti e i marsupi che attraversano con tracolle il corpo. Il tocco speciale dell'arte porta la firma di Nico Vascellari: un artista che gioca con gli anagrammi e la mitologia. Per cui Roma diventa Amor e Fendi diventa Fiend mentre la doppia F del logo viene ridisegnata con gli acquarelli. Poi ci sono demoni con le corna, rane con artigli, serpenti con la lingua a doppia F.Insieme diventano mosaici che animano le T-shirt stampate, le toppe ricamate e le camicie di seta.

La dualità è anche parte sostanziale del linguaggio di Dean e Dan Caten, i gemelli ribelli della moda che attraverso la collezione uomo e donna, disegnano scenari futuristici con guardiani e sentinelle in cui le donne fanno da guida agli uomini e tutti sono pronti, in caso di necessità, ad abbandonare la città. Questi nuovi combattenti urbani non perdono un pizzico d'eleganza facendo dialogare lo stile militare con lo sportswear e non dimenticando mai la perfezione della sartoria. Normale perciò che il filo conduttore sia un pantalone militare di cotone spesso in versione desert camouflage o in tante tonalità di verde, talvolta rivestito di tulle nero o illuminato da inserti di nylon in colori fluo. Molto in vista i corsetti che decorano le canotte per uomini e donne: provengono dalle imbracature militari e in particolare dal paracadutismo. Non mancano i parka, i bomber, le giacche sartoriali e i pantaloni con le pince. Del resto, come diceva il filosofo tedesco Louis Feuerbach, l'unità è sterile, fecondo è solo il dualismo, l'opposizione, la differenza. In questo senso è bello vedere come un designer ossessionato dal mondo delle divise maschili si sia questa volta interrogato sul vero obiettivo dello sportswear: essere l'uniforme della mascolinità del 21esimo secolo. Ma un'uniforme dolce e romantica. Così Neil Barrett molto trasforma i fiori in stilemi maschili per coniugare la perfezione dei pezzi sportswear con un nuovo concetto di eleganza sotto l'ombrello della raffinatezza sia per lui sia per lei. E con le stampe fotografiche di magnifici anemoni, cambia i connotati persino al più classico dei check, il principe di Galles. Mettendo in scena la sua forte personalità ieri sera ha chiuso il calendario della Milano Fashion Week la stilista Stella McCartney, figlia del grande Paul, con un party allestito nel giardino privato di Palazzo delle Stelline. Di scena modelli e modelle ma soprattutto per la linea uomo, la dialettica tra lo spirito british, la modernità senza tempo e la disinvoltura delle silhouette. Su tutto aleggia uno spirito bohémien e sono forti i riferimenti personali di Stella: Portobello Road, il classicismo sartoriale di Saville Row, l'amore per lo sportswear, i colorati patchwork che fanno riferimento alla West London espressi in alter nappa mentre suede e stampe foulard colorano divertenti bomber. Per la donna, pezzi di taglio sartoriale di gusto maschile in contrasto con pizzi delicati e stampe colorate.