Il senatore: «Il premier vuole accentrare su di sé tutti i poteri. Miope chi vede il Cav subalterno a Salvini»

Roma Senatore Mario Mauro è vero che Matteo Salvini spaventa il Partito popolare europeo?

«Mi sembra ci sia una percezione del tutto errata rispetto ai timori della famiglia popolare europea la cui unica preoccupazione è semmai che si indebolisca quell'area popolare moderata che resta idealmente alternativa alla sinistra».

Silvio Berlusconi ha fatto bene ad andare a Bologna?

«Le critiche di chi afferma che in questo modo Berlusconi si sarebbe mostrato subalterno alla Lega sono completamente sbagliate e sono frutto di un ragionamento miope. Devo dire che la scelta di Berlusconi ha aumentato la stima che ho per lui perché ha dimostrato di avere ancora una visione politica lungimirante ed in grado di offrire all'elettorato moderato una scelta che può essere vincente».

Quindi sì ad una stretta collaborazione con la Lega?

«Chi dice che Berlusconi fa male ad avvicinarsi a Salvini dimostra che questa alleanza crea un grave problema a sinistra e fa paura. Se il centrodestra vuole essere competitivo con il 33 per cento di Renzi e il 27 di Grillo deve restare unito. Su una sola cosa non sono d'accordo con Berlusconi: lui teme di più Grillo ma a me invece fa più paura Renzi».

Perché?

«Se dicessi che Renzi è un capo comunista mi renderei ridicolo. Attenzione però. Questa sinistra quanto a pervasività nella vita dell'individuo, gestione del potere e controllo dello Stato è molto peggio del vecchio Pci. Renzi sta riscrivendo la Costituzione a suo uso e consumo per potersi eleggere tutto da solo e accentrare potere legislativo, esecutivo e giudiziario. E poi trattano il centrodestra come una banda di estremisti: assurdo».

Eppure la scelta di Berlusconi viene criticata anche dall'interno del centrodestra.

«Non dobbiamo fare l'errore di fare il gioco di Renzi che è quello di accusare gli avversari di estremismo. In realtà dietro ai proclami con i quali questa sinistra si presenta moderata si cela l'obiettivo di rendere maggioranza quella che è in realtà una minoranza. Berlusconi vuole dare all'elettorato moderato una alternativa alla sinistra convincente da votare. Bologna ha permesso la ripresa del dialogo all'interno del centrodestra per una alleanza dove ognuno manterrà la sua identità».