Senso di giustizia e sete di vendetta

L a sfida, di questi tempi, è vaccinarsi contro la bava alla bocca. Rendersi immuni al morbo giustizialista che il governo in fieri cristallizza nelle striminzite paginette di un inquietante «contratto» giallo-verde. Ci viene in soccorso il porco-orco, l'ex numero uno di Miramax, l'ex produttore fino a ieri blandito e venerato, poi disconosciuto dal mondo intero, l'ex marito di tutte le mogli tradite e ingannate. Harvey Weinstein cammina per pochi metri, scende da un suv con i vetri oscurati e si dirige, scortato dalla polizia, verso l'ingresso del commissariato di Lower Manhattan, New York. Gli scatti dei fotografi sono incessanti, la folla urla «Harvey, Harvey», qualcuno gli domanda «How are you?», e il fu maschio virile, simbolo degli inguaribili infoiati che popolano il pianeta, accenna una smorfia. Passano poche ore, ed eccolo uscire dallo stesso portone, questa volta con i ceppi ai polsi, la banda di spettatori strepita, giustizia è fatta, il maiale in catene. Lui ostenta un falso sorriso. Nel suo maglioncino turchese, Weinstein appare smarrito, impaurito. Si credeva invincibile, invece, all'età di sessantasei anni, è sprofondato negli inferi. Ha perso tutto, non ha più niente. La reputazione, la fama, il potere. Anche la famiglia gli ha voltato le spalle. Gli restano i soldi, con quelli versa una cauzione, si consegna spontaneamente alle autorità e ottiene un braccialetto elettronico. Non sappiamo se questo condannato preventivo sia innocente o colpevole, il processo non è neppure iniziato, e sarà istruttivo assistere a un dibattimento in cui un essere umano uomo, donna, che importa è chiamato a difendersi dalle accuse di un'attrice che sostiene di essere stata costretta, ben quattordici anni fa, a un rapporto orale. Sarà un esperimento interessante, da ogni punto di vista. Intanto una rivoluzione culturale è compiuta: noi donne siamo finalmente libere da sguardi insolenti, corteggiamenti molesti, palpeggiamenti indesiderati, flaconi di olio in una stanza di albergo. Rimane la perp walk del maiale in manette, con i cori osannanti delle giacobine in gonnella, quel senso di riscossa che titilla i peggiori istinti manettari e ispira le solenni paternali dei moderni Robespierre (della morale altrui). Uno spettacolo violento, un autentico banco di prova. Se non hai ancora la bava alla bocca, puoi ritenerti salvo. Il vaccino funziona.