La sentenza: via libera alla «adoption» incrociata

Due bimbe figlie biologiche di due lesbiche avranno due madri ma non saranno sorelle

Patricia TagliaferriRoma Per il Tribunale dei minorenni di Roma la stepchild adoption è da tempo una realtà. Ora, mentre la politica già discute sui prossimi provvedimenti da portare in Parlamento per affrontare la questione delle adozioni gay, i giudici fanno un altro passo avanti, riconoscendo ad una coppia di donne l'adozione «incrociata» di due bambine. È il primo caso in Italia.Le piccole hanno 4 e 8 anni e sono nate ciascuna da una delle due compagne, insieme da oltre dieci anni, grazie all'inseminazione artificiale praticata in Danimarca. Ancora una volta i giudici arrivano là dove la politica non è arrivata e, in assenza di norme specifiche, lo fanno adattando le regole esistenti ai singoli casi. Il Tribunale ha fatto riferimento alle cosiddette «adozioni in casi particolari», che avvengono quando si dimostra che tra l'adottante e il minore esiste un rapporto significativo e duraturo suscettibile di tutela tanto da giustificare un'adozione. «In questo modo - spiega l'avvocato Francesca Quarato, componente del gruppo legale di Famiglie Arcobaleno e socia di Rete Lenford - ognuna ha un genitore biologico e un genitore sociale, entrambi con piena e pari capacità e responsabilità genitoriale. Anche in questo caso il Tribunale di Roma ha avuto riguardo esclusivamente all'interesse delle minori a vedere riconosciuto e tutelato il rapporto genitoriale che ciascuna ha con la madre sociale, rapporto che dunque si affianca, senza sostituirlo, a quello con la madre biologica, arricchendo la sfera delle relazioni delle bambine». Le due bimbe avranno il doppio cognome ma per la legge non saranno effettivamente sorelle, anche se in realtà lo sono da sempre avendo un rapporto fraterno che va oltre l'avere lo stesso sangue, né saranno considerate parenti dei componenti delle famiglie adottanti. «Le coppie gay con i figli ci sono già in Italia - osserva il legale - e la giustizia non sta facendo altro che rispondere a legami già esistenti e consolidati». Come? Interpretando la normativa in senso ampio e valorizzando con un riconoscimento giuridico l'intreccio dei legami familiari biologici e sociali. I giudici - dopo aver verificato l'esistenza tra le mamme di un comune progetto di genitorialità, lo stato di benessere dei figli e la stabilità del nucleo familiare - hanno esteso la responsabilità genitoriale alla mamma sociale.La materia è delicata, la politica continua ad azzuffarsi mentre i giudici vanno avanti a colpi di sentenze. «Nel vuoto normativo i tribunali tutelano i bambini», commenta il senatore Pd, Sergio Lo Giudice. La Lega chiede al presidente della Camera, Laura Boldrini, di sollevare il conflitto di attribuzione in merito alla decisione sull'adozione incrociata: «È la prova che la norma sulle unioni civili è una legge truffa che il governo e i parlamentari di maggioranza hanno consegnato nelle mani dei giudici che apriranno la strada a utero in affitto e adozioni gay».