Senza chiavi, entra con la scala La decisione fatale di Pierina

La dimenticanza poteva salvare la donna e sua figlia

Elena Gaiardoni

Si chiamava Pierina, nome femminile di Pietro. Partita martedì da Milano insieme alla figlia di 16 anni per raggiungere Pescara del Tronto, Pierina, giunta alla sera davanti all'uscio della casa di famiglia, si accorge di non avere le chiavi del suo «paradiso». Le ha lasciate a Milano, a 1200 chilometri di distanza, dove scorreva la sua esistenza di donna matura, 52 anni.

Dandosi forse della sciocca, Pierina si è fatta aiutare dal cugino Romeo, che le ha prestato una scala per entrare dalla finestra, felice di aver superato l'ostacolo della sua dimenticanza. Si sarà addormentata serena dove un tempo aveva vissuto tra le nuvole della sua infanzia. Come poteva sapere che quelle nuvole si sarebbero trasformate alle 3.36 del mattino in una pioggia di pietre?

Il terremoto ha distrutto la casa della donna, morta con la figlia in un luogo in cui andava per ritrovare le radici della sua antica pianta. Invece vi ha trovato la croce della morte, sulla quale la parola «vita» è una rosa difficile da cogliere. E martedì 23 agosto era Santa Rosa. Per chi ha fede la storia di Pierina dice: fatale che scordasse le chiavi della soglia terrena. Altre chiavi si preparavano per lei in un regno in cui il custode del mazzo più bello si chiama Pietro.

Oggi chi prenderà in mano le chiavi di metallo, rimaste nella casa milanese, starà pensando: le avevi lasciate qui, era un segno, non dovevi ritornare nella tua casa nelle Marche. È morta dove è nata Pierina, insieme a una figlia. Il destino ha voluto che le due donne compissero insieme un passo fatale verso una Rosa ultraterrena, su cui solo Dante può scrivere.