Le serate multiple delle star: Sfera era ancora a Rimini

Con la formula del dj set si raddoppiano le apparizioni per massimizzare i profitti. E gli orari non tornano mai

Inutile stupirsi, ormai funziona così. Il caso di Sfera Ebbasta, che avrebbe dovuto esibirsi a tarda notte alla discoteca Lanterna Azzurra ma al pomeriggio era a una firmacopie in piazza Duomo a Milano e in serata era anche atteso all'Altromondo di Rimini, è semplice normalità nel mondo pop. Oddio, in un certo mondo pop più spregiudicato di altri. Fatte salve irregolarità, è un percorso lecito, anche se azzardato. Però, se ci fosse più trasparenza dei promoter e più attenzione delle autorità competenti e del pubblico, sarebbe un meccanismo destinato a incepparsi.

Proviamo a spiegarci.

Sui biglietti stampati per il dj set a Corinaldo, l'orario di apparizione di Sfera era le 22. Più o meno a quell'ora lui era invece ben più a Nord, a Rimini, sempre per un «dj set» che è in poche parole una esibizione con qualche canzone su base preregistrata e il missaggio di alcuni brani di altri artisti. Uno «specchietto per le allodole», uno stratagemma per evitare le spese dei concerti e massimizzare i profitti. Il nome della popstar (a proposito, la riedizione del disco di Sfera uscito proprio il 7 dicembre è proprio Popstar) serve da catalizzatore di pubblico e i locali si riempiono nonostante l'offerta sia obiettivamente di qualità non soddisfacente. Per di più, giovani eroi come Sfera Ebbasta hanno un pubblico giovanissimo, spesso neppure adolescente, che in località periferiche si mobilita a tutti i costi per il proprio idolo. Quindi, bingo!

Però in tutta questa macchina, a farci le spese sono proprio i fan e i loro genitori che spesso li debbono accompagnare, magari per soddisfare richieste insistenti (tutti siamo stati ragazzini...). In questo putiferio, ci sono molte incongruenze. Ad esempio gli orari.

A dirla tutta, basterebbe un po' di auto-informazione, cosa ormai facilissima grazie al web, per rendersi conto che Sfera Ebbasta (o chi per lui) non può essere nello stesso orario in due località distanti circa 80 chilometri l'una dall'altra. E ci vorrebbero anche più controlli delle autorità, anche questi semplificati dalle news e dai social network nel caso in cui le procedure ufficiali non siano seguite. Questo tipo di eventi sono chiacchieratissimi sui social e tutti possono prenderne atto. Infatti, pare che, per quanto riguarda l'apparizione del trapper Sfera Ebbasta alla Lanterna Azzurra, nessuna autorizzazione sia stata chiesta alla commissione provinciale che deve esaminare ogni evento prima di concedere il via libera e pianificare i servizi esterni. Quindi polizia e carabinieri non sapevano che il trapper sarebbe arrivato alla Lanterna Azzurra e non si erano organizzati per l'occorrenza. D'accordo: siamo in un'epoca nella quale se vediamo un'ambulanza fuori da un evento pubblico ci chiediamo chi è stato male (in realtà sarebbero obbligatorie), però un minimo di controllo sarebbe richiesto anche a chi dovrebbe occuparsene per legge.

In ogni caso, al di là del caso specifico, la giungla delle doppie, triple serate sarebbe da mettere sotto i riflettori. Per carità, sin dagli anni Sessanta gli artisti e i performer hanno avuto l'abitudine delle doppia esibizione o del doppio concerto in un giorno solo. I Pooh, ad esempio, suonavano al pomeriggio e alla sera, generalmente però nello stesso posto. Era una strategia efficace e faticosa per intercettare un pubblico anagraficamente diverso: al pomeriggio i giovanissimi che non potevano uscire alla sera. E alla sera tutti gli altri. Però ogni evento era comunque rigorosamente annunciato e rispettava gli orari.

Adesso siamo in una «duty free zone», un'area nella quale non si pagano dazi e l'unico obiettivo è massimizzare il profitto a dispetto di tutto il resto. Ora la tragedia di Corinaldo può diventare il grimaldello per bloccare questo meccanismo spregiudicato. Sarebbe un raggio di luce nel buio di un dolore tremendo.

Commenti
Ritratto di KATYN1943

KATYN1943

Lun, 10/12/2018 - 09:02

Quanto son cambiati i tempi! Prima, quando ero ragazzina io, andavamo tutte in delirio per un giovanissimo ragazzo pulitino, vestito bene, altrettanto ben pettinato, che rispondeva al nome di Gianni Morandi. Oggi i ragazzi per "non perdere la faccia" acclamano all'impazzata uno che deve provenire da uno dei barrio più luridi e sporchi di una qualsiasi città dove si coltiva il disprezzo per l'altro! Che vecchia donna astiosa e uggiosa sono diventata, me ne rendo conto perfettamente, ma non vorrei mai che i miei nipoti mandassero all'ammasso il cervello per idoli di questo genere!

Ritratto di giovinap

giovinap

Lun, 10/12/2018 - 12:34

questo non è un idolo ma un pagliaccio!