Sesto, l'ex Stalingrado dove il Pd non vince più

A Sesto San Giovanni, l’ex Stalingrado d'Italia, il Pd ha perso ancora sia alle Politiche sia alle Regionali e tra i militanti scatta la preoccupazione per il futuro

A Sesto San Giovanni, l’ex Stalingrado d'Italia, la sinistra ha subìto la seconda sconfitta consecutiva, dopo la vittoria del centrodestra alle amministrative del giugno scorso. La terza, se si considerano anche le Regionali che hanno consacrato Attilio Fontana presidente della Lombardia.

Ma, restando all’esito del voto delle Politiche del 4 marzo scorso, sorprende che una città come Sesto, governata ininterrottamente per 72 dal centrosinistra, diventi un feudo del centrodestra. Qui, all’assemblea dei cittadina, tenutasi venerdì scorso al Circolo Pd Primo Levi, hanno partecipato in tanti, un centinaio tra iscritti e simpatizzanti. "C'è un forte attivismo. L'idea di comunità è molto radicata nel nostro partito. E c'è la voglia di trovarsi ed elaborare la sconfitta", spiega all’Agi Marco Esposito membro del direttivo del Pd locale. A Sesto, considerati anche gli altri due circoli cittadini (il Berlinguer e il Torretta), gli iscritti sono circa 300 ma non vi è mai una grande partecipazione, a differenza di Milano e nell’hinterland dove i circoli sono 178 e gli iscritti quasi 10 mila."Ma comunque siamo l'unica forza che ha i circoli sul territorio a Sesto. Non li hanno né i 5 stelle né la Lega. Sono un pezzo della politica che va rivitalizzato” perché, spiega Esposito,“servono a fare comunità, devono essere antenne sul territorio, capaci di cogliere il malessere e le esigenze della gente: un punto di riferimento sia per l'ascolto sia per fornire servizi di informazione, per esempio sul Rei, il reddito di inclusione sociale. In passato al circolo Berlinguer si tenevano anche dei corsi di computer. Dovremmo rifarli".

Il dibattito dentro il circolo Pd di Sesto

Nel corso della prima assemblea post voto, da parte del segretario cittadino Giovanni Nicola Lombardo e della capogruppo Roberta Perego, si è avuta“la consapevolezza di non essere stati capaci di percepire il disagio della gente”. Domani, domenica 18 marzo, ci sarà la 'festa del tesseramento’ che "sarà - spiega Esposito - anche un'occasione per dare l'idea che siamo vivi, ci siamo. Si faranno riflessioni politiche, ci si confronterà, ci si metterà in discussione". "Qui, a Sesto nessuno si fa tentare dalle alleanze, l'idea è di stare all'opposizione. Non si vuole avere nulla a che fare con i sovranismi”, chiarisce. “La nostra idea è chiara, vogliamo riconquistare i nostri voti", a partire dal Comune "smascherando il sindaco nella sua completa inefficienza e incompetenza” e “la 'battaglia’ contro il centro culturale islamico è una prova”.

Commenti

Altoviti

Lun, 19/03/2018 - 09:21

Con tutto il male che il PD ed i comunisti prima hanno fatto all'Italia, questo partito e quest'ideologia andrebbero vietati con un bel articolo nella carta costittuzionale.