Seta, grafica e stampe Se ora anche lui osa nuove fantasie

Ispirazioni newyorkesi in bianco e nero per Ralph Lauren. Colore e relax per Pal Zileri

Lucia Serlenga

Nessun grande artista vede mai le cose come realmente sono. Se lo facesse, cesserebbe di essere un artista, diceva Oscar Wilde. Così come nessun grande stilista si ferma di fronte alla nuda e cruda realtà del vestire dell'uomo: sposta dettagli e soprattutto cerca nuovi modi di esplorare la fantasia. Il più bravo, tuttavia, è colui che lo fa senza lasciarsi prendere la mano. Un maestro in questo senso è Ralph Lauren che ieri presentando la sua Purple Label ha dimostrato come ci si possa concedere il grande lusso di spaziare tra formale e spostswear in leggerezza. Così tra il bellissimo montgomery in neoprene con dettagli di pelle, maglie di cashmere e jersey ultralight, shorts da jogging in lana tropicale e tanti, desiderabili completi formali anche in lino e seta tinti in capo, spiccava la raffinatezza della grafica Art Déco in bianco e nero ispirata al Chrysler Building di New York e interpretata negli jacquard delle maglie e nelle stampe degli di abiti di seta. La seta è anche protagonista della collezione Pal Zileri, il brand che appartiene al fondo del Qatar Mayhoola, della famiglia dello sceicco Hamad bin Kahlifa al Thani. «L'ho voluta interpretare in molti modi per mettere a punto l'immagine di un uomo rilassato» spiega il bravissimo direttore creativo Mauro Ravizza Krieger mostrando un magnifico shantung di seta nel nuovo parka con interni tecnici. E poi le sofisticate mischie di seta e cotone e seta e lino per le giacche sartoriali portate su camicie e fluidi pantaloni di seta stampata secondo il gusto dell'astrattismo italiano anni Quaranta - vedi le opere di Manlio Rho - e le suggestioni coloristiche di una palette fra le più belle viste finora: arancio papaya, bronzo metallizzato, verde cactus, grigi, azzurri e blu utilizzati in modo anche dissonante. Gli anni Quaranta vengono evocati anche dall'immaginifico Tomas Maier, direttore creativo della collezione Bottega Veneta presentata questa volta con un essenziale allestimento. Silhouette allungata con giacche destrutturate e pantaloni larghi, blouson corti su pantaloni lunghi. Superba la maestria degli artigiani della maison nell'applicare diverse di tecniche per ottenere nuovi effetti nelle stampe, negli jacquard e negli intarsi. Il risultato è affascinante soprattutto nel bomber in maglia punto Milano e suede con dettagli di pelle con l'iconico intreccio, nel giubbino con intarsi di coccodrillo effetto camouflage. E bellissime sono tutte le scarpe comprese le stringate in vitello lavato e lavorate con la ricercata tecnica artigianale San Crispino oltre alle borse con manico anatomico. Fantasia in leggerezza anche per il designer Giuseppe Zanotti: le scarpe e sandali per l'estate 2017 hanno una suola di gomma con peso ridotto del cinquanta per cento e una flessibilità ottenuta con la celebre lavorazione a sacchetto. Ma l'occhio e la vanità maschili possono sentirsi gratificati dal camouflage del canvas di cotone utilizzato nei giubbotti e nelle stringate, dalle borchie che profilano i sandali di rigore francescano e dalla seta lavata in lavatrice e logorata ad arte che illumina con il suo profondo blu la scarpa da sera con fibbia di strass. Chi non sottrae ma aggiunge, fra tropical street e Barocco, Venezia e la californiana Venice Beach, è il giovane Christian Pellizzari che fa sfilare uomini e donne in ardite, grandi e colorate stampe floreali. Il corto circuito aumenta sui broccati e sulle sete jacquard, con stampe di hibiscus, disegni geometrici, check rivisitati con interventi di righe. Too much.