La sfida di "CulturaIdentità": "Alternativi ai radical chic"

Il fondatore Sylos Labini: "Vogliamo essere un nuovo punto di aggregazione. Sovranisti? No, semplicemente italiani"

Roma - Un giornale di carta, in un'epoca dove la carta stampata fatica ad andare avanti, per raccontare l'Italia migliore, il nostro essere italiani, il nostro patrimonio culturale, cercando di dare nuova linfa all'identità del nostro popolo.

È l'ambizione di CulturaIdentità, il mensile (allegato oggi e tutti i primi venerdì del mese gratuitamente al Giornale) fondato dall'attore e regista Edoardo Sylos Labini (nel tondo) e diretto da Alessandro Sansoni. Un concentrato delle più prestigiose firme del panorama culturale di destra (Vittorio Sgarbi, Alessandro Meluzzi, Angelo Crespi, Giampaolo Rossi, Angelo Mellone, Giovanni Terzi, Laura Tecce, Nino Spirlì) «per riscoprire il valore dell'italianità in una nuova chiave contemporanea, lontano dal politicamente corretto».

Una scelta controcorrente, quella di Labini, che dopo 24 anni di carriera artistica ha deciso di lanciarsi un questa nuova sfida facendosi portavoce di quella battaglia a difesa della cultura e dell'identità italiana lanciata un anno fa al Teatro Manzoni dall'omonimo movimento. L'obiettivo di creare una rete culturale di centrodestra che abbia a cuore il futuro dell'Italia e voglia portare avanti un'idea di cultura vitale, il più popolare possibile, trova adesso in CulturaIdentità il mezzo per raggiungere una dimensione nazionale. «Sulle nostre pagine - spiega Labini - ci sarà tutto quel mondo che non si ritrova nei salotti radical-chic. Abbiamo aggregato nel silenzio tutte quelle fondazioni, quelle associazioni, quei cittadini e imprenditori che finora non avevano voce e che hanno a cuore il destino dell'Italia. Per noi l'importante è che le idee diventino azioni. Nelle pagine della rivista ci saranno opinioni con angolature diverse, che finora non avete mai sentito». Ai lettori verrà fornito uno spaccato del patrimonio artistico del Bel paese e del made in Italy, attraverso il racconto dei territori, con spazio dedicato agli eventi culturali delle varie regioni. Ci saranno rubriche, interviste a personaggi della cultura, dello spettacolo e dello sport, una pagina che parla di libri, librerie ed editori, interventi su cinema, musica, teatro, moda, agroalimentare e benessere.

«La nostra ambizione - aggiunge Sansoni - è diventare punto di aggregazione e di discussione per quell'ambiente culturale che, pur alternativo al mainstream e al mondo radical chic, non vuole cedere al più banale populismo. Vogliamo cercare di costruire contenuti». Un movimento sovranista, quello di Labini? «A chi me lo chiede - sostiene il neo-editore - rispondo che non è certo un'offesa, ma che noi siamo semplicemente italiani».