La sfida del Tennessee: "Bibbia libro di Stato"

Il Parlamento locale va contro i dettami della Costituzione federale in fatto di parità religiosa. E la carabina calibro 50 è già «arma ufficiale»

I cinquanta Stati che compongono gli Stati Uniti d'America vanno molto fieri della loro identità. Ad onta del fatto che i confini di molti di loro sono stati tagliati col righello in un'epoca in cui quei territori erano popolati solo da tribù indiane, orsi e bisonti, gli abitanti - per dire - dell'Oklahoma non vorrebbero mai esser confusi con quelli del Colorado o del Nebraska, anche se è praticamente impossibile distinguere gli uni dagli altri in qualsiasi modo. Per dare utili tocchi di colore a queste sfumate identità, ogni Stato ha adottato nel tempo una serie di simboli ufficiali, non pochi dei quali sono francamente bizzarri. Ecco dunque che la Carolina del Sud si fregia del nome leggiadro di Palmetto State, dal nome di un alberello del posto; il grigio Ohio ci informa di avere un uccello ufficiale di Stato fin dal 1933, il cardinale rosso; il gelido Alaska ha adottato come fiore ufficiale il delicato non-ti-scordar-di-me, che avrà le sue difficoltà a sopravvivervi; il minuscolo Rhode Island cerca di far dimenticare le proprie dimensioni presentandosi al mondo come «Stato dell'Oceano». E via così, tra scelte buffe e piccoli inganni. In questa gara all'originalità di Stato, non manca chi si lascia prendere la mano ed eccede. È questo il caso del Tennessee, che ieri è assurto agli onori delle cronache per un'iniziativa che sa tanto di America profonda (e anche un po' bigotta, come nel vicino Mississippi dove è legge il diritto di rifiutare servizi alle coppie gay per motivi religiosi): un progetto di legge approvato dal Parlamento locale per dichiarare la Bibbia «libro ufficiale dello Stato». Nella sostanza questo significherebbe probabilmente ben poco, ma il problema che l'iniziativa solleva non è piccolo: la Costituzione federale precisa infatti chiaramente che «nessuna preferenza va data per legge a una religione». Una sfida tra Davide e Golia che chiama adesso il governatore repubblicano Bill Haslam a una scelta difficile. Firmare o non firmare? È vero che il Tennessee fa parte della cosiddetta «cintura della Bibbia», ovvero degli Stati conservatori e ultrareligiosi americani; ma è anche vero che altri membri di questo club, come il Mississippi e la Louisiana, avevano già tentato senza successo di imporre la Bibbia come lettura privilegiata col sigillo delle autorità civili. Sarà mister Haslam a decidere, nella consapevolezza che una sua ratifica sarebbe poi quasi sicuramente bocciata da un qualche ricorso davanti alla Corte Suprema. L'impagabile Tennessee ha tuttavia fornito un notevole precedente che ci fa sospettare che una firmetta sulla legge integralista potrebbe anche scappargli: lo «Stato dei volontari» (così si definisce, ovviamente in termini ufficiali, per eternare le sue gesta nella guerra del 1812) ha già provveduto non molto tempo fa a dichiarare la carabina calibro 50 «arma di Stato». Nel Tennessee, insomma, tutto è possibile. In tempi di grande popolarità del bellicoso Donald Trump, perfino un grande ritorno dell'indimenticato slogan «libro e moschetto».