«Sfrattato» dai marocchini, la casa è libera ma lui non può rientrare

Stefano Zurlo

Problema risolto, anzi no: gli occupanti abusivi vengono allontanati, ma Roberto Bolleri non rientra in casa. Almeno per il momento. Pare incredibile ma il pasticcio della Spezia non è ancora finito. Per certi aspetti il caso, già paradossale, si complica ancora: l'Arte, l'ente regionale che gestisce il patrimonio immobiliare del Comune, recupera l'alloggio, in cui si era sistemata una famiglia marocchina, ma invece di restituirlo a chi ci abitava, appunto Bolleri, mette i sigilli alla porta. E apre una verifica sulla posizione dell'inquilino che non sempre avrebbe pagato il canone di affitto. Stallo totale, dunque, dopo lo sgombero del nucleo che aveva approfittato dell'assenza di Bolleri per realizzare il blitz. Una situazione assurda che ha provocato scintille in Consiglio comunale e che giorno dopo giorno ha calamitato tv e giornali, conquistando la ribalta nazionale.

Fin troppo facile titolare su quell'appartamento, al quartiere Umbertino, portato via a un povero disabile che si era allontanato per qualche tempo chiedendo rifugio ad un parente. Al rientro, un mese fa, l'amara sorpresa: Bolleri trova la casa occupata. E dopo aver chiesto invano aiuto all'Arte e ad un nugolo di autorità, ricorre infine allo sciopero della fame come mezzo estremo per richiamare l'attenzione. Il quartiere Umbertino, una zona centrale ma ad alta concentrazione di extracomunitari, diventa una spina per la maggioranza di centrosinistra. Fra sit-in e contestazioni, si arriva allo sfratto degli abusivi, ma non al ritorno a casa di Bolleri. «Tecnicamente - spiega l'avvocato Cesare Bruzzi Alieti - l'appartamento è sequestrato e abbiamo chiesto che Bolleri possa rientrarci almeno come custode del bene bloccato».