Sfregio nel Giorno del ricordo: «Forza Tito»

Gli striscioni della vergogna. E nel Milanese minacce a un consigliere azzurro

Trieste I lancieri del Piemonte Cavalleria scattano sull'attenti. La tromba suona il silenzio ed il Tricolore viene issato a mezz'asta sulla foiba di Basovizza. Nel Carso triestino un coperchio d'acciaio sovrastato da una croce è il sepolcro dove giacciono «500 metri cubi di resti umani». I gonfaloni degli esuli da Capodistria, Pisino, la Dalmazia sventolano con la bora assieme agli stendardi appuntati di medaglie degli alpini di tutt'Italia. A Basovizza ha un significato particolare il 10 febbraio, giorno del ricordo dell'esodo di 350mila istriani fiumani e dalmati dopo la seconda guerra mondiale e di almeno diecimila infoibati italiani vittime di Tito. Sembra quasi incredibile che in altre parti d'Italia si dileggi questa giornata. In mattinata a Modena è comparso lo striscione «Maresciallo siamo con te. Meno male che Tito c'è». E proprio alla foiba di Basovizza, fra i tanti giovani giunti da tutto il paese ci sono gli studenti del liceo Corni di Modena. «Siamo venuti per non dimenticare e magari raccontare ai nostri genitori questa pagina tragica della nostra storia, che non conoscevano essendo stata celata per tanto tempo» spiegano in coro Matteo, Julian, Marco, Tito, Diego fra i 17 e 18 anni.

Purtroppo anche a Rimini qualcuno ha scritto con lo spray nel parco delle Vittime delle foibe «nessun ricordo per i fascisti di ieri, nessuno spazio per quelli di oggi». Senza sapere che in foiba sono finiti anche civili innocenti e antifascisti colpevoli di non essere allineati con la Jugoslavia comunista. A Settimo Milanese un consigliere comunale di Forza Italia, si è trovato la macchina danneggiata con la scritta «Delvecchio nelle foibe».

Non è tanto difficile rispettare e commemorare il giorno del ricordo come dimostra la presenza a Basovizza del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, figlia di esuli che ha raccontato «come certe ferite non si rimarginano». Il sindaco Roberto Dipiazza prendendo la parola a nome di Trieste non ha avuto peli sulla lingua su una tragedia che «per oltre 60 anni è stata volutamente dimenticata, nascosta, stravolta () ed i comunisti italiani hanno svolto un ruolo non marginale» nel mantenere l'oblio. «Ora non è più concesso alla storia di smarrire l'altra metà della memoria. Onore ai martiri delle foibe».

Elio Vito, deputato di Forza Italia, ha ricordato via twitter che nel 2004, quando è stata istituita la giornata del ricordo in parlamento «hanno votato contro Pisapia, Rizzo, Vendola». Non è un caso che fino allo scorso anno gli studenti dell'istituto Calasso di Lecce non sapevano nulla delle foibe, ma oggi sono a Basovizza. E scrivono poesie dedicate alle vittime: «Poco si è detto, ma il silenzio sa rumoreggiare/ Della morte maledetta nel precipizio finalmente si dà luce al parlare».

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