Sgarbi e le mostre per i terremotati: «L'arte per far risorgere Amatrice»

Un ciclo di esposizioni benefico dedicato a Cola d'Amatrice

Mimmo di Marzio

Non solo immagini di rovine: Amatrice può risorgere anche attraverso l'arte, «che è la massima espressione dell'esistenza di Dio». Usa toni quasi biblici Vittorio Sgarbi nel presentare, nella corale corsa alla solidarietà verso i paesi colpiti dal sisma, l'unica proposta che è nelle sue corde: un progetto espositivo che attinga al genius loci di una regione ferita ma ricca di storia. Che non è solo quella dell'«amatriciana», sottolinea il critico seduto al fianco del governatore lombardo Roberto Maroni e all'assessore alle Culture Cristina Cappellini, durante la presentazione di un ciclo di mostre dedicate al «grande dimenticato» del Rinascimento, Cola dell'Amatrice. «Architetto comparabile a Michelangelo, pittore non dello stesso sublime livello ma assai vicino a Raffaello», così lo storico dell'arte ha definito l'artista cinquecentesco che risorgerà dalle rovine dell'oblio con quattro eventi a partire da Milano per allargarsi a tre «città del terremoto»: Mantova, colpita dal sisma nel 2012, L'Aquila e Ascoli Piceno, nella cui pinacoteca sono custoditi alcuni tra i più importanti capolavori del maestro. Meno scontata la scelta di Milano come sede capofila ma, afferma deciso Sgarbi, «quale altra regione, se non la Lombardia, avrebbe potuto accogliere subito l'idea di trasformare la tristezza nell'euforia della bellezza?». E infatti Maroni non si è fatto attendere e ha detto immediatamente sì a un progetto che a Milano vedrà esporre dipinti provenienti da collezioni pubbliche e private nelle sale del museo Bagatti Valsecchi.

«Riscopriremo un grande artista italiano nato tre anni prima di Raffaello ma il cui primo vero catalogo risale al 1991», ha detto Sgarbi descrivendo le slides di pale, affreschi ma anche pregevoli edifici realizzati da Cola dell'Amatrice, come la Chiesa di San Bernardino all'Aquila.

La cultura per rinascere dopo la tragedia, ma non solo. Maroni e Sgarbi stanno anche studiando un modo per far sì che il progetto offra un contributo concreto all'emergenza terremoto. «Vorrei che il biglietto costasse 10 euro per tutte e quattro le sedi - dice il critico - ma il ricavato potrebbe anche servire a un fondo per acquistare opere d'arte da donare ad Amatrice». Più prosaico il governatore: «Le mostre saranno gratuite perché il nostro obbiettivo è far conoscere l'arte e la cultura italiana. Ma non credo che faticheremo a trovare sponsor che daranno un contributo economico».

Sgarbi si è poi soffermato sul capitolo ricostruzione: «Le new town sono un fallimento, meglio case di legno provvisorie per ricostruire i paesi com'erano ma selezionando le cose importanti dalle brutte architetture tardo novecentesche. Renzo Piano? Politica spettacolare. Ci sono altre personalità, come Walter Mazzitti, molto più adatte che io suggerirei a Renzi».