Sgombero dell'ex Penicillina occupata

A San Basilio ospitava abusivi, balordi e spacciatori: sono 35 gli identificati

Applausi e fischi: sgomberata l'ex fabbrica della penicillina sulla via Tiburtina. Un'azione annunciata da giorni, tanto che dei 600 ospiti abusivi ne erano rimasti una quarantina. E se da una parte alcuni centri sociali, presenti sul posto sin dalle prime ore del mattino, hanno fatto salire la tensione con le forze dell'ordine, dall'altra i residenti del quartiere hanno apprezzato il repulisti chiesto da anni alle istituzioni.

«Qui giravano spacciatori di ogni razza e colore - racconta Giovanni, del vicino quartiere San Basilio - di sera nessuno poteva avvicinarsi in questo tratto di strada. Adesso basta, finalmente li hanno mandati via». Sul posto, intorno alle 10 del mattino, il ministro dell'Interno Matteo Salvini. «È un altro giorno all'insegna dell'ordine e della legalità - commenta il vicepremier -. Orgoglioso di questo intervento di pulizia e sicurezza atteso da anni. L'ex fabbrica della penicillina era un punto di spaccio e rifornimento per buona parte della città. Aggressioni, rapine, accoltellamenti, furti e violenze erano all'ordine del giorno. Le poche decine di persone regolari e realmente bisognose saranno prese in carico dalle istituzioni. I 35 rintracciati sono stati portati in questura per accertamenti: in caso di irregolarità saranno espulsi. Gli altri sono e saranno individuati, seguiti e identificati ovunque si trovino». Trentacinquemila metri quadri fuorilegge: rifugio di spacciatori, rapinatori e assassini. Proprio fra i mucchi di calcinacci e spazzatura della fabbrica abbandonata gli agenti della squadra mobile arrestano, nell'ottobre scorso, uno dei presunti assassini e stupratori della 16enne Desirèe Mariottini. Andrea Casu, segretario romano del Pd, è stato contestato duramente da un gruppo di migranti e attivisti di Potere al Popolo. Per la bonifica totale bisognerà attendere la cessione dell'immobile, messo all'asta, da parte della proprietà.

Nel frattempo il Campidoglio ha messo in sicurezza parte della struttura stessa mentre polizia e carabinieri vigileranno affinché non venga rioccupata in futuro. Un focolaio di infezioni, stando anche ai dati di Medici Senza Frontiere che hanno effettuato ben 350 visite negli ultimi 12 mesi. Fra le malattie rilevate: infezioni cutanee, gastroenteriti e patologie respiratori dovute alle condizioni a dir poco allarmanti all'interno dello stabile, aggravate dall'assenza di acqua corrente e servizi igienici.