Sgombero per la sede Pd dei Giubbonari «Non è a norma»

Roma Ora e sempre resistenza. Annunciano barricate e opposizione a oltranza - all'intimazione di sgombero - i piddini superstiti della storica sezione di via dei Giubbonari, che pure allevò quadri e dirigenti del Partito comunista, poi della Quercia piddiessina e, infine, del Partito democratico. Cui la grillina Raggi chiede di accollarsi il debito, così come il Codacons di onorarlo, «altrimenti si dà un messaggio sbagliato ai cittadini».

La permanenza nell'edificio, difatti, è stata riscontrata abusiva dal Comune di Roma il 15 dicembre scorso, con l'aggravante di una morosità che viene stimata in 180mila euro dagli extra-Pd e in centomila dagli «occupanti». Il Tar, seconda sezione, ha infatti ieri confermato lo sgombero disposto dal Comune nell'ambito della riacquisizione del patrimonio capitolino. Un «atto dovuto» spiegano i giudici, considerato che «nonostante la pluriennale occupazione dell'immobile, la parte ricorrente non risulta allo stato titolare di alcun atto di concessione». La spiegazione fornita dalla segretaria del circolo, Giulia Urso, è che il Partito sta lì da 70 anni, da quando nel 1946 gli furono assegnati i locali della Casa del Fascio. Una concessione che durava soltanto un anno, perché dopo l'edificio avrebbe dovuto esser demolito. Negli anni i segretari pare abbiano sollecitato il Comune a regolarizzare la situazione, senza risultato.

«Ora prevalgono angoscia e malessere tra i nostri iscritti», dice la Urso, che annuncia un «ricorso sicuro», la resistenza allo sgombero e una gara di solidarietà con soldi che starebbero affluendo da tutta Europa. «Abbiamo già dato 25mila euro per dimostrare che vogliamo metterci a posto... Ma se la decisione dal punto di vista burocratico è corretta, il problema è politico perché il commissario Tronca in questi giorni sta dando via a sgombri che non tengono conto del tessuto cittadino... Anche un'associazione di malati di Sla a Prati. Ma che città stiamo definendo? Da qui comunque noi non ci muoviamo. Ho anche telefonato al presidente Orfini, mi ha detto di aver tentato di bloccare lo sgombero dei malati di Sla».

RooS