Shopping on line fuorilegge: multa a Google da 2,4 miliardi

Sanzione record dell'Ue per il colosso americano del web L'accusa: abuso di posizione dominante. «Ricorreremo»

Cinzia Meoni

Multa record per Google. Bruxelles infatti ha comminato una sanzione di 2,42 miliardi di euro, pari al 3% del fatturato, il doppio rispetto alle previsioni e la sanzione più alta mai elevata per motivi di Antitrust (seguita dagli 1,06 miliardi a Intel nel 2009).

Il colosso di Mountain View, secondo le Autorità Ue, ha abusato della propria posizione dominante nel mercato delle ricerche online, attraverso il vantaggio illegale riconosciuto a un suo prodotto, «Shopping», servizio di comparazione degli acquisti, a discapito di altri siti. In pratica, se si cerca un qualsiasi articolo da acquistare come, ad esempio, una macchinetta per il caffè, la pagina di Google si apre con una galleria fotografica con foto e prezzi dei prodotti offerti dagli inserzionisti. Solo a metà della prima pagina di ricerca compare un altro sito di comparazione dei prezzi (trovaprezzi). Ma in pochi ci arrivano. Per Bruxelles, vista la quota di mercato detenuta da Google nelle ricerche online (pari al 90%), si tratta di una pratica da sanzionare.

Il provvedimento ha riconosciuto per la prima volta il ruolo dei motori di ricerca, nella guida alle visualizzazioni e, di conseguenza, alle scelte degli utenti. Insomma, la cosiddetta neutralità della rete «è una favola» come ha ribadito Francesco Luongo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino, che ha parlato di «una vera e propria dittatura degli algoritmi e dei sistemi di indicizzazione». Luongo tuttavia ha anche aggiunto di credere «che questo provvedimento sia un episodio di una guerra commerciale 2.0 tra Usa e Ue». E, in effetti, il NY Times non ha mancato di punzecchiare l'Authority europea notando il ruolo particolarmente del commissario alla concorrenza Ue Margrethe Vestager «sui servizi digitale, un'industria dominata dalla Silicon Valley». In realtà Google era finita sotto accusa anche negli Stati Uniti, ma aveva concordato, nel 2013, modifiche alle pratiche contestate.

Lo scenario per il gruppo hi-tech potrebbe anche peggiorare per due ragioni. La prima è che qualora Google non metta un freno alla posizione dominante contestata entro tre mesi il conto salirà del 5% del giro d'affari giornaliero del gruppo. L'Authority peraltro non è entrata nel dettaglio delle modifiche richieste. In secondo luogo, Google ha aperte con Bruxelles altre due cause per motivi di Antitrust.

«Quel che ha fatto Google è illegale perché ha negato alle altre società la possibilità di competere e ai consumatori europei una scelta davvero genuina» ha dichiarato Vestager.

Ken Walker, general counsel del gruppo, preannunciando un possibile appello, ha poi risposto che «le persone di solito preferiscono essere dirette ai prodotti» e che: « ...le aziende europee utilizzano questi annunci per competere con Amazon e eBay.»