Si smonta il giallo su Fadil. Pure il legale fa dietrofront

L'avvocato della famiglia: "No a una caccia alle streghe. Omicidio? Non ci sono moventi possibili"

E adesso anche l'avvocato dei Fadil si tira indietro. A ventidue giorni dalla morte della supertestimone del caso Ruby, a teorizzare la morte per avvelenamento - più o meno radioattivo - sono rimasti praticamente da soli i familiari della ragazza, che però ora dovranno trovarsi un altro avocato, perché Paolo Sevesi, il legale che difendeva Imane nei processi per le cene di Arcore, spiega ieri che «non è il momento per fare la caccia alle streghe e non ce ne sono neanche i presupposti». D'altronde, aggiunge, «non ci sono moventi possibili» per pensare che la povera Imane sia stata ammazzata.

Ieri Sevesi si reca in Procura per annunciare la sua decisione a Tiziana Siciliano, il procuratore aggiunto che coordina le indagini. Uscendo spiega la svolta parlando di linee inconciliabili: da una parte la sua, che dubita fortemente di una morte per avvelenamento; dall'altra quella che l'avvocato indica sinteticamente come «la linea del Fatto», ovvero la tesi di un possibile omicidio. Pista che un cognato di Imane aveva indicato esplicitamente in un'intervista al quotidiano diretto da Marco Travaglio, e che il giornale aveva in parte fatto propria. Su questa linea, spiega Sevesi, insistono ancora i fratelli e la madre di Imane, nonché l'uomo che viveva con lei, e che si era costituito anch'egli come parte offesa.

A un delitto, l'avvocato Sevesi dice di non aver creduto neanche prima che i «carotaggi» sul corpo della modella escludessero la presenza di campi radioattivi. Non c'erano moventi per ucciderla, dice il legale: e lei stessa non aveva preoccupazioni di sorta. «Se avesse avuto dei timori me li avrebbe sicuramente manifestati - aggiunge Sevesi - perché mi diceva sempre tutto, mi chiamava anche se sull'autobus qualcuno la guardava in un modo strano».

Imane stava male, questo sì: e lo disse al suo avvocato prima ancora dell'udienza in cui venne respinta la sua costituzione di parte civile contro Silvio Berlusconi. «L'11 gennaio Imane mi scrisse sulla nostra chat dicendo di non stare bene. Il 14 ci vedemmo in tribunale per l'udienza e mi raccontò che non aveva dormito e aveva sudato tantissimo». Quindici giorni dopo, la modella marocchina venne ricoverata nell'ospedale da cui non sarebbe più uscita.

Se la pista dell'avvelenamento sta progressivamente svanendo, resta la necessità di capire cosa abbia stroncato così rapidamente una giovane donna che fino all'inizio dell'anno appariva nel pieno delle sue forze. L'autopsia che doveva essere effettuata oggi è slittata all'inizio della prossima settimana, in attesa della controprova sull'assenza di radioattività nei resti affidata all'Enea. Certo, rimane da chiedersi come mai la procedura decisa nei giorni scorsi - test radioattivo precauzionale, poi esame medico legale classico - non sia stata messa in atto già a partire dall'1 marzo, subito dopo la morte di Imane, comunicata in diretta dall'ospedale alla Procura.

La sensazione è che in tutta questa vicenda vi sia un «non detto» che prima o poi andrà chiarito, e che magari spiegherà come l'ipotesi di un assassinio a raggi X sia stata portata alla ribalta planetaria e poi affossata. Di certo c'è quando il caso è divenuto di dominio pubblico, su iniziativa del procuratore Francesco Greco, l'ospedale e i magistrati si sono scontrati frontalmente: Greco parlava apertamente di «anomalie» della cartella clinica, l'ospedale accusava la Procura di avere saputo che Imane diceva di essere stata avvelenata e di non essersi mossa per interrogarla. Poi, con il primo interrogatorio formale del direttore generale dell'Humanitas, pm e ospedale hanno raggiunto una linea comune, e i dissensi sono stati messi da parte. Le conseguenze si sono viste: le fonti della Procura che fino a poco prima parlavano di morte da «colpa medica» adesso parlano di «morte per cause naturali», che non è esattamente la stessa cosa.

In questo pasticcio clinico-mediatico-giudiziario prima o poi un bandolo andrà trovato.

Commenti

Yossi0

Sab, 23/03/2019 - 09:51

Provino con il dr travaglio, che ha illuminato il popolo con il suo articolo

Gio56

Sab, 23/03/2019 - 09:54

A mio modesto parere,questi volevano farci su quattro soldi.

Mannik

Sab, 23/03/2019 - 10:37

Fazzo, lo scrive lei stesso che si è "in attesa della controprova sull'assenza di radioattività", quindi come fa a sostenere che sia stato appurato che è assente? Excusatio non petita accusatio manifesta.

Ritratto di Marcello.508

Marcello.508

Sab, 23/03/2019 - 11:26

"C'è l'opzione di un avvelenamento, ma nessuno si sente di escludere una possibile causa naturale della morte. Quello che emerge è che all'Humanitas hanno tentato tutto il possibile. C'è anche l'ipotesi di una malattia rara che non è stata trovata". Ora, invece che a possibili indagati, "è più importante capire la causa della morte di Imane Fadil". Lo afferma il procuratore capo di Milano Francesco Greco, che sottolinea come "tutti gli accertamenti" sul corpo della testimone chiave dei processi Ruby "hanno per ora dato esito negativo". Mettiamola così..

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Ubidoc

Sab, 23/03/2019 - 12:09

Morì di "malocchio" Una "fattura" le fece qualcuno . E i medici non capirono nulla. Donna del Sud era. No. Del Nord Africa.

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Leonida55

Sab, 23/03/2019 - 12:15

Le tentano tutte pur di attaccare sempre le stesse persone.

onurb

Sab, 23/03/2019 - 12:36

Mi rifaccio all'opinione espressa dalla Cirinnà per dire che brutta vita di m...a è quella dei personaggi che vivono perennemente di sospetti e di odio verso qualcuno.

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stenos

Sab, 23/03/2019 - 12:42

Va be, dai. Abbiamo dato a travaglio un paio si settimane di gloria.....

Cheyenne

Sab, 23/03/2019 - 13:05

Le solite pulcinellate italiane

bombacchio

Sab, 23/03/2019 - 13:21

Cercavano l'ennesimo motivo per processare Berlusconi, non hanno avuto molto successo. Poveri pxxxa!

carpa1

Sab, 23/03/2019 - 15:34

Se i giudici si dimostrassero qualche volta più restii a concedere i risarcimenti milionari, avremmo sicuramente meno processi (i processi costano e se manca poi il risarcimento .......?).

VittorioMar

Sab, 23/03/2019 - 16:51

..così denunciò il "FALSO QUOTIDIANO" !!...e ora arrivano le QUERELE...!!

ex d.c.

Sab, 23/03/2019 - 18:08

Le solite stupidate di una parte d'Italia appoggiata purtroppo dalla magistratura