Siamo dei fessi, anche l'Austria ci ruba le imprese

Le imprese devono essere lasciate libere di volare da sole: meno tasse e meno regole

Abbiate la pazienza di leggere queste poche righe di un comunicato stampa che ieri un'agenzia governativa austriaca ha inviato ai giornalisti italiani: «L'Austria ha predisposto un incremento degli incentivi fiscali per gli investimenti nel settore Ricerca e Sviluppo. Il parlamento austriaco, nell'ambito della sua riforma fiscale e di un nuovo pacchetto di aiuti economici, ha approvato l'aumento del contributo di ricerca dal 10% al 12%. Diversamente dall'Italia, dove i provvedimenti specifici dedicati a ricerca e sviluppo sono minori, le imprese austriache potranno avvalersi di un bonus del 12% per propri oneri o spese dedicati alla ricerca. Il bonus potrà essere detratto dalle aziende come credito d'imposta. Il nuovo provvedimento sarà attivo dal 1 gennaio 2016». Chiaro? Mica tanti giri di parole. L'agenzia di promozione per l'insediamento delle imprese in Austria non solo ci racconta della loro, ottima, riforma fiscale ma sottolinea senza troppo diplomazia che detti incentivi sono superiori a quelli italiani. Ci troviamo davanti ad un'agenzia pubblica che di fatto si mette a fare un a sorta di pubblicità comparativa sulle differenze di tassazione tra Italia e Austria.

Chi scrive non pensa che la concorrenza fiscale sia un male. Anzi stimola tutti a fare di meglio: cioè a render le imposte più basse e dunque le spese pubbliche sotto controllo. Non c'è da scandalizzarsi della politica commerciale (perché tale è) dei nostri vicini di casa, ma semmai dell'incapacità italiana a rispondere in modo adeguato. Per di più in questo caso non si tratta di concorrenza proveniente da paesi provenienti dall'ex blocco sovietico, in cui tutele e diritti sono affievoliti. Non proviene da un paese in cui il costo della vita e del lavoro sia incomparabile con quello italiano. Arriva da Vienna.

La situazione in fondo è chiara: le imprese non ce la possono fare da sole. Non nel senso che molti auspicano: e cioè nella richiesta di aiuti pubblici o di fantomatiche politiche industriali. Ma nel senso che devono essere lasciate libere di volare da sole: meno tasse e meno regole. Vincerà il sistema paese (parola così abusata) che creerà le condizioni migliori per far sì che germoglino e si sviluppino le imprese private. L'Austria ama gli stranieri italiani e fa ponti d'oro perché vadano lì a impiantare le loro fabbriche. Non si pensi che trattino tutti gli stranieri allo stesso modo. Se un extracomunitario senza permesso arrivato in Italia si presenta in territorio austriaco tutto cambia. Trattasi di forestiero che non amano. Tolgono loro i pochi spiccioli che hanno in tasca (multa amministrativa prelevata subito e cash) e con i treni li rispediscono da noi. Ecco il quadretto. Altro che cinesi e Pirelli. I nostri vicini austriaci ci corteggiano le imprese più innovative e ci rimandano a casa gli immigrati che sono arrivati da noi e vorrebbero passare da loro. Non credo che a Vienna siano brutti e cattivi. Temo piuttosto che in Italia siamo buoni e fessi.

Commenti

Beaufou

Sab, 28/03/2015 - 08:50

Sarà anche vero che in Italia siamo buoni e fessi, Porro. Ma il punto è che in Italia da sempre il pubblico è occupato da ladri,parassiti e avventurieri di ogni genere, e questo è dovuto ai vantaggi che l'Italia assicura a politici e burocrati: emolumenti da favola, benefits di tutti i tipi e nessuna responsabilità effettiva. Sarebbe ora di svegliarsi.

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RobyPer

Sab, 28/03/2015 - 08:57

Imprese libere di volare da sole? Meno regole e meno tasse? Ma dico, siamo impazziti? A morte i "padroni", qui in itaglia i posti di lavoro li fanno Landini, Camusso & co. e gli imprenditori che muoiano pure.

buri

Sab, 28/03/2015 - 09:12

non siamo noi ad essere fessi, è lo stato con la sua burocrazia, le sue leggi faraginose, il suo fiscoi vorace a cacciare via le imprese che vanno dove le condizioni per fare impresa sono più favorevole

LP

Sab, 28/03/2015 - 09:13

L'Austria è comoda e vicina. Tra l'altro vorrei sottolineare che i paesi dell'ex-blocco sovietico non hanno 'diritti affievoliti'. La burocrazia esiste ma è snella, tutto si fa su internet. In Lettonia la tassa sul reddito aziendale è 15%. In Estonia è zero sui profitti reinvestiti, anche se esiste un contributo sociale altissimo sui dipendenti, per cui si paga il 35%. La Paolonia è anch'essa molto dinamica e favorevole, come dimostra il caso Firem. Gli unici che ci danno un po' fastidio sono gli sfaticati che vediamo nelle ambasciate. Più che buoni e fessi, caro Porro, gli Italiani sono pigri e tirano a campare. Io mi sono trasferito con estrema soddisfazione all'estero 15 anni fa, ho assunto 7 persone e, mi creda, tra gli Italiani che vedo qui nessuno rimpiange il 'Belpaese'. Il mio consiglio dunque é: chi può, SCAPPI e si liberi dalle zecche.

Gianca59

Sab, 28/03/2015 - 09:17

Irrisi dall' Austria. Ma a Roma vivono un' altra realtà.

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RobyPer

Sab, 28/03/2015 - 09:37

@buri - ma chi li ha eletti? Noi. Quindi NOI siamo dei fessi

linoalo1

Sab, 28/03/2015 - 09:46

Vaglielo a dire all'Armata Brancaleone al Governo!!Lino.

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Giano

Sab, 28/03/2015 - 09:58

Quando la storia svelerà i danni fatti all'Italia da comunisti, sindacati e dalla "ridistribuzione della ricchezza" di Craxi, sarà troppo tardi per rimediare. Ma, stranamente, le COOP rosse vanno benissimo, a gonfie vele; chissà perché. Segue il suo Virus con piacere. Ma, quando all'ultima puntata lei ha annunciato il collegamento col prof. Caruso (il latifondista nullatenente), ormai ospite fisso del suo programma, ho cambiato canale (come faccio sempre quando c'è Caruso). Il perché lei preferisca avere Caruso al posto di un altro esponente più moderato di sinistra (per par condicio), credo di intuirlo; trucchi della comunicazione. Ma l'esito è che questo personaggio è insopportabile alla vista, inquietante come un incubo, brutto come la fame o la crisi del '29, subdolo come una serpe. Con un tale professore, poveri allievi. Cambi ospiti, grazie.

acam

Sab, 28/03/2015 - 10:18

questa volta dissento da quello che dici, meno Tasse assolutamente no ma meglio usate e ttutti sono quasi contenti, regole si ma efficienti, e il popolo lavora seriamente, gli stipendi non sono poi cosi alti

gianrico45

Sab, 28/03/2015 - 10:33

L'italia è l'unico paese al mondo ancora governato dalla politica, che ha fatto fallire una delle più grandi e più ricche nazioni del mondo:l'Unione Sovietica.Se non ci leviamo dattorno questi dementi che ci governano inevitabilmente saremo destinati a fallire anche noi.

Zizzigo

Sab, 28/03/2015 - 10:51

Quel poco di ancora sano che è riuscito a resistere, nonostante tutto, nel nostro schifo burocratico e amministrativo, ce lo porteranno senz'altro via... altrimenti qui marcisce tutto e basta. Solo dei presuntuosi cXXXXini possono ritenere che, con il munifico bordello delle tasse imposte agli italiani, si possa risorgere.

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ilvillacastellano

Sab, 28/03/2015 - 11:22

Più che "buoni e fessi", in chi amministra (ahinoi!) oggi abusivamente l'Italia c'è un certo che di criminale. E bisogna, purtroppo, dire che così come conducono la cosa pubblica, fatta di ruberie continue e conseguente continuo aumento della tassazione, di inadempienze, di legislazioni ad personam e menefreghismi vari, ecc. ecc., ci spingerebbe ineluttabilmente verso un'unica possibilità: la rivolta nei confronti di questo sistema e di chi ancora ci è dentro e lo alimenta. Il problema è: chi inizia?

cgf

Sab, 28/03/2015 - 11:39

Vorrei aggiungere che le tasse sui guadagni societari sono al 25% [nessuno rischia, pagano TUTTI!]

cgf

Sab, 28/03/2015 - 11:40

Vorrei aggiungere che le tasse sui guadagni societari sono al 25% [nessuno rischia, pagano TUTTI!] noi TUTTI presto li pagheremo di IVA, il 25,5% - TUTTI NOI quando andremo a fare la spesa, un quarto di quello che spendiamo va direttamente allo Stato senza contare tutto il resto!!!

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pinox

Sab, 28/03/2015 - 12:08

meno tasse e meno regole per le imprese in un paese normale che sa fare i propri interessi,ma in un paese comunista questo non esiste. il comunismo non ha come fine ultimo il benessere del popolo, ma il mantenimento del potere.

VittorioMar

Sab, 28/03/2015 - 12:41

Amiamo i proclami come:Fatto accordi con paradisi fiscali:giusto.Fatto guerra agli evasori:giusto.Ma come mai i cinesi non pagano le tasse?Perchè i loro soldi li mandano in Cina?Perchè dalla Cina ritornano in Italia e comprano abitazioni negozi, attività commerciali e qualche Marchio importante?O come dice qualcuno siamo fessi?Mi sto guardando allo specchio.....

magnum357

Sab, 28/03/2015 - 13:11

Il nostro cxxxxxxxxxe fantasista tassa le imprese agricole con l'Imu, con la conseguenza che gli agricoltori non hanno più nemmeno convenienza a raccogliere la frutta !!!!! Poi tassa le macerie dei terremotati, che in Emilia o in Abruzzo hanno avuto la casa distrutta inabitabile tuttora !!! Bell' esempio di politica ladresca di stampo komunista che abbiamo !!!

agosvac

Sab, 28/03/2015 - 13:43

"meno tasse e meno regole", niente di più vero ma se si tolgono ad un Governo di sinistra le tasse e le regole, queste ultime valgono solo per i loro amici, che gli resta se non governare bene cosa che sono ben lungi dal sapere fare?????

Ritratto di bracco

bracco

Sab, 28/03/2015 - 13:51

Caro Porro, non riesco capire chi sarebbe il fesso.....fesso+fesso è quello che non cerca di migliorare !!

unosolo

Sab, 28/03/2015 - 15:06

Soltanto chi ha lavorato sa quanto abbiamo perso realmente per una guerra sporca verso un CDX che lavorava contro chi voleva ridurci come oggi, abbiamo perso prestigio internazionale , perso il valore delle nostre produzioni , abbiamo perso il valore di una casa pagata con enormi sacrifici che oggi non vale quei sacrifici , non è finita , perdiamo ogni giorno la prospettiva del domani , cioè la sicurezza di essere chiamati ITALIANI , pian piano perdiamo produzioni eccellenti ma in compenso assumiamo e regaliamo soldi al parassitario , le tasse si mangiano imprese e case .I sindacati appoggiano la strategia distruttiva del governo sin dalla uscita del Berlusconi . che fine,.

acam

Sab, 28/03/2015 - 15:34

VittorioMar Sab, 28/03/2015 - 12:41 piu che fessi incoscienti pensiamo di guadagnare senza lavorqare o facendo lavorare gli altri per noi, mi ricordo la storiella del mezzadro che si compro le ville del padron ricordate Paolo Stoppa nel gattopardo?

chicolatino

Sab, 28/03/2015 - 19:57

unosolo & acam: centrato in pieno il problema maggiore in italia, tra i tanti: la paura del future, che piu' di tutti impatta sull'economia reale! Vivo in Usa da anni e gli americani spendono e spendono, non perche' siano molto piu' ricchi di nio, piuttosto perche' non hanno paura del futuro! gli italiani non spendono e risparmiano perche' hanno terrore di cosa potra' succedere nel futuro! si spende poco e l'economia reale (dal bar all'automobile) non gira, punto!

Ritratto di ilvillacastellano

ilvillacastellano

Sab, 28/03/2015 - 20:59

Pienamente d'accordo con quanto dice sig. "unosolo", ma ricordiamoci anche che Berlusconi, sin dal lontano 2011 e nonostante il parere contrario degli elettori, ha dato man forte agli stessi galantuomini ed alle stesse forze politiche (che chiamerei piuttosto "criminali") che ci hanno ridotti così come dice lei. Se Berlusconi non avesse cominciato con Monti ad appoggiarlo in tutto e per tutto, come gli chiedeva a gran voce il suo elettorato inascoltato, compreso il sottoscritto, oggi sicuramente non saremmo ridotti così. E probabilmente il centrodestra sarebbe più forte che mai.