Sicilia, la partita resta a due. L'ultima parola a Berlusconi

Il leader in Provenza per qualche giorno. Armao presenta il suo manifesto, ma prende quota il ticket con Musumeci

Il tempo scorre, ma il puzzle delle candidature siciliane resta ancora incompleto. Nel centrodestra restano ancora in campo le due opzioni: quella rappresentata da Nello Musumeci e quella di cui è capofila Gaetano Armao. Secondo le ultime voci si starebbe lavorando sotto traccia su un ticket Musumeci-Armao, anche alla luce del posizionamento di molti uomini forti di Forza Italia nell'isola, schierati al fianco dell'ex presidente della Provincia di Catania. Ieri è arrivato l'endorsement dell'europarlamentare Salvo Pogliese che si è detto convinto che sia opportuno «convergere sull'unica candidatura che oggi può vantare un reale coinvolgimento civico e popolare, portando un valore aggiunto, ovvero quella di Nello Musumeci che è persona di indiscusso valore etico, morale e amministrativo».

Dentro Forza Italia fanno capire che la «mediazione» per una soluzione unitaria (ovvero il ticket) dovrà partire da Silvio Berlusconi che attualmente si trova in Provenza dalla figlia Marina e nei prossimi giorni tornerà a Merano per completare il trattamento detossinante e revitalizzante. Tutti sono sicuri che alla fine sarà lui a sbrogliare la matassa e a convincere i due candidati a collaborare in un progetto comune. «Noi vogliamo la vittoria del centrodestra» dice Ignazio La Russa «vogliamo che sia Berlusconi a dare la benedizione finale a Nello Musumeci e favorire una candidatura che può davvero diventare vincente».

Gaetano Armao, comunque, non si ferma. In questi giorni è partita la seconda fase della raccolta online delle adesioni al «Manifesto per il futuro della Sicilia», promossa dal movimento dei SicilianIndignati, un progetto che ha già ottenuto il sostegno di imprenditori, docenti universitari, professionisti, pensionati ed esponenti di varie categorie produttive della Sicilia. Su Facebook ha superato la soglia dei 6.000 aderenti al progetto, divenendo così la seconda community politica online più forte dell'Isola, superando tutti partiti e movimenti protagonisti del prossimo confronto elettorale. Armao - che proprio ieri è stato bocciato all'esame di abilitazione come professore di seconda fascia, con Repubblica Palermo che ha scritto che «qualcuno all'università non deve amarlo troppo», vista la tempistica della diffusione del verbale della Commissione - non ritiene che gli verrà chiesto un passo indietro. «Sento Berlusconi praticamente ogni giorno e quindi posso dire che la voce è destituita di fondamento» dice a Blogsicilia. Anzi l'avvocato - che può contare sull'appoggio di Saverio Romano - ha convocato per domani una conferenza stampa per presentare il suo manifesto politico programmatico.

In difficoltà simili, anzi forse ancora maggiori, si dibatte il centrosinistra. Il nome proposto da Leoluca Orlando e accettato da Pd e dagli alfaniani di Ap è quello di Fabrizio Micari, rettore dell'Università di Palermo. La sinistra dello schieramento, però, non vuole saperne di accettare una alleanza allargata ai centristi. «Il nome di Micari l'ho fatto io, ritengo offensivo dire che nasca da una telefonata tra Renzi e Alfano», dice Leoluca Orlando che tiene duro. Chi smentisce l'intenzione di candidarsi è, invece, Corradino Mineo, ora in Sinistra Italiana. Il «no» a Micari, però, resta netto. «Questa operazione mette insieme pezzi di classe politica che non hanno dato una buona prova in passato. È giusto il no che le forze della sinistra stanno dicendo».

Commenti
Ritratto di Leonida55

Leonida55

Dom, 27/08/2017 - 10:44

Meglio perdere che unirsi a rinnegati. Si perderebbe in seguito e malamente.

Ritratto di andrea626390

andrea626390

Dom, 27/08/2017 - 13:07

Il tutto già visto alle comunali di Roma .....

curatola

Dom, 27/08/2017 - 13:15

Corradino chi?.....

g-perri

Dom, 27/08/2017 - 14:21

Sono del parere che non si debba vincere a tutti i costi (anche alleandosi con i traditori). Berlusconi non dia più fiducia agli inaffidabili conclamati, a partire dalla Sicilia. Eventuali errori commessi in Sicilia porterebbero gravi conseguenze anche per il successivo voto nazionale. Coloro che debbono formare le liste dei candidati si ricordino che, alla resa dei conti, ciò che conta sono i voti dei cittadini e non il nome del candidato.