Sindaco e parroco alla guerra dei rintocchi

La torre del Comune anticipa regolarmente di 30 secondi il campanile

Nadia MuratoreBreme (Pavia) C'è un piccolo paese nella bassa Lomellina, in provincia di Pavia, dove gli abitanti meno di 900 anime hanno il grande privilegio di vivere la stessa ora per ben due volte. A Breme la vita è scandita da due orologi «istituzionali», che battono le ore con 30 secondi di differenza l'uno dall'altro. I bremesi ormai si sono quasi affezionati al doppio rintocco e lo considerano una specie di «fuso orario» di paese.L'orologio della torre civica batte le ore mezzo minuto prima rispetto a quello del campanile della chiesa parrocchiale, in un rincorrersi di suoni che a mezzodì raggiunge l'apoteosi. Una scena che sembra copiata dal film Il ritorno di don Camillo, col sindaco Peppone che anticipava volontariamente le lancette dell'orologio della Casa del popolo per far dispetto al parroco. In questo caso, però, la rivalità tra sacro e profano non c'entra. Il sindaco Francesco Berzero e don Cesare Silva vanno d'accordo e a far la differenza è la tecnologia. Infatti l'ora del Comune è regolata a mano dal dipendente incaricato della gestione dell'orologio civico, che non segue l'ora imposta da Roma ma semplicemente guarda l'orologio che porta al polso. Perché, come dice il primo cittadino, «Non siamo per nulla fiscali e poi la sua ora non si discosta molto da quella ufficiale». A quei trenta secondi, insomma, nessuno farebbe caso se non ci fosse il campanile della chiesa a rintoccare con precisione. «L'orologio della parrocchia di Santa Maria Assunta spiega il sacerdote è più preciso perché il computer attiva i martelli in concomitanza con il segnale orario, mentre quello comunale impiega più tempo perché usa un sistema elettromeccanico. In passato abbiamo cercato di sincronizzare i battiti ma dopo qualche ora l'orologio comunale iniziava a segnare il tempo con qualche secondo di ritardo, che ovviamente si accumulava con il trascorrere delle ore e dei giorni». Una vera lotta contro il tempo, persa in partenza. Ed è per questo che ad un certo punto sindaco, parroco e bremesi si sono arresi al doppio rintocco. Un tempo, la vita dei campi era scandita solo dal rintocco della campana della torre civica e il campanile della chiesa si faceva sentire solo nelle per le funzioni religiose come messe e funerali. Oggi, il doppio rintocco è diventato una peculiarità. «Il battere le ore contemporaneamente spiega il parroco non è auspicato dai campanari di professione. Due campanili vicini che rintoccassero contemporaneamente provocherebbero un insopportabile frastuono». Della stessa idea il sindaco: «Così i cittadini possono avere la conferma dell'orario. Nel caso in cui non sentissero i primi rintocchi, possono sempre contare sui secondi». Repetita iuvant.