Il sindaco già dimezzato Gli ispettori del prefetto invadono il Campidoglio

Alfano si sveglia e dà l'ok all'inchiesta che può portare allo scioglimento Marino: «Non sono Sherlock Holmes». Il Pd intanto pensa al rimpasto

N on è mai troppo tardi. Mafia Capitale, parte l'indagine amministrativa. Il ministro dell'Interno Angelino Alfano si è finalmente deciso a permettere al prefetto Giuseppe Pecoraro l'accesso al fascicolo. Niente scioglimento del consiglio comunale per ora, ma gli ispettori, quelli sì, invaderanno il Campidoglio. E Marino ha già fatto sapere che incontrerà volentieri il «tutore» Alfano per «affrontare il tema e fare pulizia». «Io credo – ha detto il sindaco in serata a Ballarò – sia assolutamente giusto che vengano gli ispettori. Io non sono e non ho gli strumenti per fare lo Sherlock Holmes de' noantri ». Marino ha bocciato l'ipotesi commissariamento: «Sciogliere il comune di Roma è l'obiettivo che si è posto la mafia». E ha respinto le accuse di favoritismi a Salvatore Buzzi, anche se ha detto di avere «ricordi positivi» della «29 giugno» e della visita alla cooperativa: «Con me ha cominciato a pagare l'affitto per la sede, visto che da 30 anni ci stava gratis. Mi sento coperto – ha aggiunto – non solo da Renzi ma da tutto il Pd».

La procedura di accesso agli atti è complessa. In sostanza si dovrà verificare la sussistenza di condizionamenti criminali sul Comune. Ma l'iter potrebbe durare mesi. È previsto infatti che il prefetto nomini ora una commissione d'indagine (tre funzionari della pubblica amministrazione). Entro tre mesi dalla data d'accesso - rinnovabili una volta per altri tre mesi - la commissione terminerà gli accertamenti e consegnerà al prefetto le conclusioni. Entro 45 giorni dal deposito delle conclusioni, il prefetto invierà al ministro una relazione nella quale si darà conto dell'eventuale sussistenza dei condizionamenti mafiosi. L'eventuale scioglimento del Comune sarebbe quindi disposto con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del ministro dell'Interno, dopo la deliberazione del Consiglio dei ministri entro tre mesi dalla trasmissione della relazione.

A conti fatti, comunque, il rischio che in Campidoglio vada tutto a monte rimane reale. Il sindaco Marino (che già ogni giorno subisce il pressing da parte di Forza Italia e M5s che vorrebbero le dimissioni) se la sta vedendo davvero brutta. Il neo commissario Pd Matteo Orfini già vede il rimpasto, vuole il repulisti all'interno del Pd e si fida solo di Renzi e del sindaco. «La giunta la farà Ignazio, andrà bene» dice. Il problema, a questo punto, è Alfano che di fatto sta dimezzando i poteri di un sindaco a orologeria. «Ho parlato con il prefetto, valuteremo il da farsi - aveva spiegato il leader di Ncd lunedì sera a Quinta Colonna su Rete4 - Credo ci sia un giudizio tecnico dal quale deve nascere la proposta di sciogliere la giunta comunale, ma sta emergendo un quadro che investe anche le due amministrazioni precedenti, quelle Alemanno e Veltroni».

Intanto Alfano continua a essere bersagliato dai grillini. Ieri i Cinque Stelle hanno presentato un'interrogazione al ministro dell'Interno affinché chiarisca alcuni riferimenti alla prefettura e al Viminale emersi nelle intercettazioni. «Nelle intercettazioni - scrive su Fb il capogruppo alla Camera Emanuele Cozzolino - emergono riferimenti al tentativo di contatti tra qualche protagonista dell'inchiesta Mafia Capitale ed esponenti della prefettura e del Viminale. Gli intercettati fanno i nomi dei sottosegretari Manzione e Bubbico. Difficile dire se si tratti di millanterie, di voci o di altro. Certo, sarebbe il caso che il Viminale faccia subito chiarezza».