Il sindaco Pd va a processo

No al patteggiamento, prima udienza il 21 luglio

Flavia Mazza Catena

Lodi Un processo ordinario, a porte aperte, sotto gli occhi di tutti. Lo dovrà affrontare il sindaco di Lodi del Pd Simone Uggetti. Già, perché la procura ha detto un secco no alla richiesta che i legali del politico avevano avanzato per poter accedere, invece, al patteggiamento, che si sarebbe tenuto in camera di consiglio a porte chiuse. Mentre il rito abbreviato, con uno sconto di pena ma poco spazio per argomenti difensivi, era già stato escluso, perché ritenuto non opportuno, dagli stessi legali di Uggetti nei giorni scorsi. E il gip Isabella Ciriaco, su richiesta del pm titolare Laura Siani, ha già fissato la prima udienza del dibattimento: il 21 luglio prossimo. Data in cui si prevede che Uggetti, che aveva preannunciato le proprie dimissioni come possibili per la fine di luglio, dovrebbe quindi essere ancora, a pieno diritto, sindaco del capoluogo bassianeo.

Proprio per questo ci si attende che Lodi torni di nuovo sotto i riflettori dell'Italia e anche dei media esteri. Proprio come lo scorso 3 maggio, quando Uggetti, in manette, varcò la soglia del carcere di San Vittore per soggiornarci 11 giorni accusato di turbativa d'asta in relazione all'appalto per la gestione di due piscine comunali scoperte aggiudicate alla Sporting Lodi, partecipata dal Comune. Piscine attualmente chiuse - una aprirà a fine luglio - mentre l'afa attanaglia la città. Ma del resto, bollenti sono anche le riunioni degli avvocati incaricati di difendere il sindaco, Francesco Mucciarelli e Pietro Gabriele Roveda che, ieri, dopo la doccia fredda dal tribunale, risulta si siano chiusi in riunione fin dopo le 19. C'è meno di un mese per mettere a punto la difesa perché la pubblica accusa, si sa, in mano ha molti indizi ma, soprattutto, fiumi di carta e di intercettazioni in cui come sono andate le cose lo racconta in prima persona il sindaco. Niente spazio per grandi interpretazioni. E al processo con il sindaco compariranno anche l'avvocato Cristiano Marini, arrestato insieme al sindaco lo scorso 3 maggio, ex consigliere della società Sporting coinvolta nell'inchiesta, che vuole respingere i «gravi giudizi espressi» sulla sua persona nella fase cautelare, e il dirigente comunale Giuseppe Demuro, in qualità di responsabile del procedimento.