Quella sinistra "politicamente corretta" che da settant'anni deride e insulta i gay

Togliatti offendeva Gide mentre la rivista diretta da Berlinguer inseriva gli "invertiti" fra i nemici di classe. Fino alle scivolate di D'Alema e Bersani

Milano - «A froci!», «finocchio», «culattoni», «checca squallida»: la destra, certo, si è spesso messa in (cattiva) luce quando si è trattato di insulti omofobi e battute da trivio. Post-missini e leghisti in testa. E se la Dc usa per decenni la maldicenza, pure Beppe Grillo scivola su un «At salut, buson!», rivolto a Nichi Vendola dal palco di Bologna (2011). Ma arrivano dalla sinistra progressista le invettive più insidiose contro i gay. A volte vaghe: «È mollezza borghese». Altre dirette: «Deviati», «pederasti», «invertiti». Altre ancora subdole: le unioni omosessuali? «È mai possibile che i problemi dell'Italia siano questi?», si chiede D'Alema nel 2006. «È meglio che un bambino cresca in Africa piuttosto che con due uomini o due donne», dichiara un anno più tardi Rosy Bindi, madre del ddl sui Dico. Dopo Stai zitta e va' in cucina, saga del sessismo a Palazzo, il giornalista di SkyTg24 Filippo Maria Battaglia pubblica Ho molti amici gay - La crociata omofoba della politica italiana (Bollati Boringhieri).

Partiamo dal dopoguerra. Nel 1950 Palmiro Togliatti sul mensile Rinascita si scaglia, sotto pseudonimo, contro André Gide che si è ricreduto sul comunismo. A sentirlo parlare, sostiene il segretario del Pci, «vien voglia di invitarlo a occuparsi di pederastia, dov'è specialista». E un anno prima: «Se quando ha visitato la Russia nel 1936 gli avessero messo accanto un energico e poco schizzinoso bestione che gli avesse dato le metafisiche soddisfazioni ch'egli cerca, quanto bene avrebbe detto, al ritorno, di quel Paese!». Mentre il mensile della Fgci Gioventù Nuova, diretto da Enrico Berlinguer, se la prende con Jean-Paul Sartre: «Un degenerato lacchè dell'imperialismo, che si compiace della pederastia e dell'onanismo». Riflette l'autore: il messaggio dell'apparato è che «tra i comunisti non c'è posto per gli omosessuali, invertiti e pederasti (usati spesso come sinonimi) sono solo gli avversari borghesi».

C'è l'espulsione dal Pci di Pier Paolo Pasolini «per indegnità morale» nel 1949. Francesco Rutelli che nel 2000 da sindaco di Roma ritira il patrocinio al Gay Pride perché si tiene nei giorni del Giubileo. E la reazione di Giancarlo Pajetta nella seconda metà degli anni '80. A Botteghe Oscure nota facce nuove: «Incuriosito, si avvicina, scoprendo che si tratta della prima delegazione gay accolta in via ufficiale nella sede comunista. E prima le puttane, e adesso i finocchi si sfoga, scuotendo la testa ma che c... è diventato questo partito?». Arrivando ai giorni nostri, ecco la sinistra «diversamente omofoba». Nel 2009 Bersani manifesta «forti perplessità» sulle unioni gay. È bene, spiega, regolare un fenomeno cresciuto «a dismisura». Però «poi non è che lo chiamo matrimonio omosessuale perché non sono assimilabili». Ancora: «È mai possibile che i problemi dell'Italia siano i Pacs e la Tav?, si domanda nel 2006 l'ex premier Massimo D'Alema (...). Prima di aggiungere, significativamente: Ci siamo fatti incastrare a discutere di questioni marginali rispetto ai problemi del Paese». Pochi mesi dopo aggiungerà che il matrimonio tra omosessuali «offenderebbe il sentimento religioso di tanta gente». Nel 1995 aveva dichiarato: la coppia omo non può «essere considerata una famiglia».

A sinistra la «tolleranza repressiva» ha lasciato il posto al silenzio imbarazzato: «C'è una generazione di gente brillantissima che viene dal Pci che non ha mai fatto coming out racconterà nel 2012 la deputata dem Paola Concia Donne e uomini, personaggi di primo piano di quel partito. Se avessero dichiarato pubblicamente la loro omosessualità avrebbero fornito carburante alla sinistra». Non solo: «Alcuni colleghi del Pd (...) ogni volta che mi vedono parlare con una donna, si strizzano l'occhio e dicono che ci sto provando (...). Pregiudizi che trovano conferma nel 2011 quando la deputata annuncia che si sposerà in Germania con la compagna. Che si dice in questi casi?, le domanda Rosy Bindi». Infine Vendola che confessa: «È stato forse più facile dire la mia omosessualità ai preti che al partito».

Commenti

jenab

Mar, 18/04/2017 - 09:02

oggi siamo a corto di idee...

buri

Mar, 18/04/2017 - 09:51

ma chi se ne frega?

cir

Mar, 18/04/2017 - 10:28

l' unica cosa buona che ha fatto la sinistra.

The_Dark_Inside

Mar, 18/04/2017 - 11:00

Quello che pare un artcolo da "chissenefrega" assume tutt'altro significato se si pensa che alle prossime politiche FI e PD si uniranno in funzione anti-M5S. E ciò su cui cede il centrodestra sono proprio i valori della famiglia e del pluralismo culturale, per cui non ci saranno più centrodestra e centrosinistra ma un solo unico centrodietro. E l'articolo in commento è una prova tecnica, un assaggio, del regime del "pensiero unico" omosessualista che vorrenno imporci. Io inizierei a interessarmene, fin che ho la libertà di farlo. Saluti.

lorenzovan

Mar, 18/04/2017 - 11:01

comunismo e fascismo fratelli coltelli anche in questo..

Una-mattina-mi-...

Mar, 18/04/2017 - 11:50

I SINISTRI SONO SEMPRE STATI SINISTRI, C'E' POCO DA FARE

arkangel72

Mar, 18/04/2017 - 12:31

@The_Dark_Inside: d'accordissimo! Secondo me l'intenzione del PD (epurati D'Alema & C) e di FI (allontanato prima o poi Salvini) è di riformare di fatto la Democrazia Cristiana di un tempo!

Trinky

Mar, 18/04/2017 - 12:44

Sarà contento Luxuria......

Ritratto di elkid

elkid

Mar, 18/04/2017 - 13:18

------i militanti gay di destra si saranno un pochino rinfrancati al pensiero di non aver fatto la scelta politica in fondo più difficile dal momento che l'omofobia è una malattia trasversale---queste cose erano note --l'impatto mediatico della morte di pasolini fece crollare di botto la maschera perbenista della sinistra---swag ganja

Ritratto di robergug

robergug

Mar, 18/04/2017 - 14:00

Non me ne potrebbe interessare di meno. La mia opinione in merito alle preferenze sessuali, è sempre stata e sempre sarà che ognuno deve sempre farsi gli stramàledetti affaracci suoi e non scassare i marroni agli altri.

MOSTARDELLIS

Mar, 18/04/2017 - 15:00

Ha ragione "jenab". Voi del Giornale oggi siete proprio a corto di idee. Ma Dov'è Sallusti? E comunque se poi volete parlarne per forza, cercate di essere almeno onesti. Dite pure che se oggi non sei gay, non sei nessuno, non conti niente, che questa grandissima minoranza ha tutte le porte aperte dappertutto, ha sempre i finanziamenti pronti da tutte le istituzioni, che ormai sono i padroni del mondo.